Cunegato e Ostanel presentano un’interrogazione in Regione: “Servono interventi immediati, il nuovo ospedale non arriverà prima del 2030”
Le condizioni dei reparti di degenza dell’ospedale “Mater Salutis” di Legnago finiscono al centro di un’interrogazione presentata in Consiglio regionale dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. A depositarla sono stati i consiglieri Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, che parlano di una situazione definita “preoccupante” sulla base delle segnalazioni ricevute da pazienti, familiari e operatori sanitari.
“Da segnalazioni ricevute da pazienti, familiari e operatori sanitari, sulle condizioni dei reparti di degenza dell’ospedale “Mater Salutis” di Legnago, in provincia di Verona, risulta un quadro preoccupante. Le temperature interne avrebbero raggiunto anche i 29 gradi nelle stanze di degenza, a causa dell’impianto di climatizzazione sottodimensionato e dei serramenti che risalirebbero agli anni Sessanta, con telaio in alluminio e vetro semplice. Un ospedale non può esporre a queste condizioni le persone che vanno lì per curarsi”, dichiarano i due consiglieri regionali.
Secondo quanto riferiscono Cunegato e Ostanel, alle criticità legate alle temperature elevate si aggiungerebbero altri disagi per chi frequenta l’ospedale. “A peggiorare la situazione – aggiungono i consiglieri – c’è il fatto che l’unico punto di ristoro interno al presidio è chiuso da circa tre mesi, un disservizio che pesa su pazienti, familiari e personale. E non finisce qui: da segnalazioni pervenute, in alcuni reparti i bagni destinati anche a pazienti con ridotta mobilità avrebbero porte larghe appena 70 centimetri”.
I consiglieri sottolineano infine la necessità di interventi nel breve periodo, ricordando che il nuovo ospedale non sarà disponibile prima di alcuni anni. “Il nuovo ospedale non arriverà prima del 2030. Nel frattempo, la Giunta regionale non può restare a guardare: servono interventi immediati per garantire standard minimi di accessibilità, sicurezza e comfort. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Regione e all’Ulss di dire, con chiarezza e tempi certi, cosa intende fare”, concludono Cunegato e Ostanel.



