Il progetto internazionale attirerà ricercatori da tutto il mondo: “Una vera eccellenza che ci consentirà di godere di maggiori risorse finanziarie e di essere una regione protagonista in uno dei più importanti settori sociali”
Il Veneto ospiterà il primo laboratorio al mondo interamente dedicato alle politiche per l’invecchiamento attivo, un punto di riferimento internazionale per la promozione di stili di vita sani, la stimolazione cognitiva e ogni azione volta alla prevenzione. L’annuncio è stato dato con soddisfazione dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, al termine di un incontro a Venezia con la rappresentanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).
“Il laboratorio sarà un punto di riferimento internazionale che attrarrà ricercatori e specialisti da tutto il mondo – ha spiegato Stefani –. Prenderà corpo una vera eccellenza che ci consentirà di godere di maggiori risorse finanziarie e di essere una regione protagonista in uno dei più importanti settori sociali. Per la nostra Regione, quindi, si profila la grande opportunità di essere alla guida della ricerca e delle strategie future a fronte di una sempre maggiore longevità, in una società in cui cresce la qualità della vita ma anche il numero degli anziani e delle patologie croniche. L’attività della nuova istituzione avrà ricadute reali e positive innanzitutto sul nostro modello sanitario e sulla salute dei veneti”.
L’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, ha sottolineato l’urgenza della sfida: “Tra neanche vent’anni, più del 33% della popolazione sarà composto da ultrasessantacinquenni con tutti i risvolti che comporta. L’invecchiamento attivo diventa una sfida imprescindibile. La nostra Regione da diversi anni ha già delineato un’articolata strategia per il contrasto dei fattori di rischio e per incrementare uno stile di vita attivo in tutte le età ed in ogni contesto di vita. In questa visione, l’attività di un centro internazionale nel nostro territorio avrà un impatto notevole sulla sostenibilità dell’intero sistema sanitario”.
Gerosa ha quindi aggiunto: “Dobbiamo dare vita a questo laboratorio per poter valutare, in un sistema sanitario universalistico, pubblico, equo e solidale come il nostro, l’impatto dell’invecchiamento della popolazione, l’introduzione dell’innovazione tecnologica e la sostenibilità economica del sistema, trovando le soluzioni più adeguate”.



