Il documento avverte che l’esposizione precoce agli schermi può danneggiare lo sviluppo dei minori e il rischio di comportamenti di dipendenza. Stefani: “Risultato di grande valore per la sanità”
Un’esposizione precoce, eccessiva e non regolata agli schermi può portare a effetti negativi sullo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e fisico di bambine, bambini, ragazze e ragazzi. Questo è quanto emerge dal Position paper della European academy of paediatrics (Eap) e della European confederation of primary care paediatricians (Ecpcp). Lo studio, intitolato Screen Time Exposure and Children’s and Adolescents’ Health, è stato pubblicato sulla rivista scientifica «Acta Paediatrica». ll documento fa riferimento l’attenzione sui rischi di un’esposizione prematura e incontrollata, indicando limiti di utilizzo diversi in base all’età.
Lo studio organizzato dalla pediatria di Padova
Il lavoro nasce dal progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita” ed è firmato da Lorenza Onorati, componente della European academy of paediatrics e specializzanda della pediatria di Padova, e da Eugenio Baraldi, direttore scientifico della fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto dell’Università di Padova, avviato nel 2022.
Il Position paper raccoglie le più recenti evidenze scientifiche sugli effetti dell’utilizzo di smartphone, televisione, social network e videogiochi sulla salute delle persone più giovani. Il documento descrive inoltre raccomandazioni rivolte a famiglie, pediatre e pediatri, scuole e responsabili politiche e politici.
I rischi dell’utilizzo eccessivo
“Tra gli aspetti più preoccupanti di una precoce esposizione agli schermi emerge il crescente rischio di comportamenti di dipendenza da dispositivi digitali e social network, favoriti da un utilizzo prolungato e incontrollato, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico, sulla qualità del sonno, sulle relazioni familiari e sociali e sull’attività fisica.” spiega Eugenio Baraldi.
Le esperte e gli esperti raccomandano di evitare l’uso degli schermi nelle bambine e nei bambini se al di sotto dei due anni, fatta eccezione, per esempio, per le videochiamate con una madre o un padre lontani.
Tra i 3 e i 5 anni, il tempo trascorso davanti ai dispositivi dovrebbe essere limitato a un massimo di un’ora al giorno, possibilmente in compagnia di un’adulta o di un adulto. Dopo i 5 anni, l’esposizione dovrebbe invece rimanere al di sotto delle due ore quotidiane.
Il documento sottolinea inoltre l’importanza dell’attività fisica giornaliera, del coinvolgimento delle famiglie nell’educazione digitale delle figlie e dei figli e della tutela delle ore di sonno, spesso ridotte nelle ragazze e nei ragazzi che utilizzano il cellulare in modo eccessivo.
La salute digitale al centro del dibattito europeo
La pubblicazione del documento arriva in un momento di particolare attenzione internazionale verso il rapporto tra persone minorenni e tecnologie. Proprio in questi giorni, la Francia ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social network a chi ha un’età inferiore ai 15 anni. Il provvedimento dimostra come prevenire la dipendenza digitale e tutelare la salute mentale delle persone più giovani sono diventati temi centrali nel dibattito europeo, aumentando il valore delle indicazioni elaborate dalla comunità scientifica pediatrica.
“Questo documento dimostra come la promozione dei sani stili di vita deve oggi comprendere anche la salute digitale – sottolinea Lorenza Onorati, prima autrice del documento -. L’obiettivo è offrire ai pediatri, alle famiglie e ai decisori politici strumenti scientificamente fondati per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato delle tecnologie“.
Con questa pubblicazione, la European academy of paediatrics compie un passo importante verso una strategia condivisa sulla salute digitale in età pediatrica, riconoscendo l’eccessiva esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale come una priorità di salute pubblica.
Il progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita”
Il progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita” è nato nell’ambito delle attività della Pediatria di Padova, in collaborazione con la Fondazione Salus Pueri e con l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza. L’iniziativa favorisce nelle scuole e tra le famiglie l’adozione di sani stili di vita come elemento centrale per la salute delle bambine e dei bambini. Il progetto ha preso avvio con la pubblicazione della “Carta di Padova per la salute dei bambini”, documento internazionale sugli stili di vita pubblicato nel 2022 dal gruppo di ricerca padovano.
Le parole del Presidente Alberto Stefani
“Mi sono già espresso più volte sui rischi legati ad un utilizzo eccessivo e incontrollato degli schermi da parte dei più giovani, tanto da sostenere in prima persona il disegno di legge che prevede lo stop all’utilizzo dei social per i minori di 14 anni. Per questo plaudo al primo Position Paper europeo sulla salute digitale di bambini e adolescenti elaborato nell’ambito del progetto dell’Università di Padova e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Paediatrica. Un lavoro che conferma, con solide basi scientifiche, la necessità di intervenire a tutela dei più giovani”.
Lo afferma il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, commentando la pubblicazione dello studio “Screen Time Exposure and Children’s and Adolescents’ Health”, nato nell’ambito del progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita” dell’Università di Padova.
“Il Position Paper offre a famiglie, pediatri, scuole e decisori politici indicazioni scientificamente fondate per affrontare una sfida che riguarda la salute pubblica – prosegue Stefani -. L’eccessiva esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale compromettono il benessere psicologico, il sonno, l’attività fisica, le relazioni sociali e il rendimento scolastico dei nostri ragazzi: servono regole chiare e un’educazione digitale responsabile, a partire dalle famiglie”.
“È un risultato di grande valore per la sanità e la ricerca veneta – conclude Stefani -. Il fatto che il primo Position Paper europeo su questo tema nasca a Padova conferma l’eccellenza del nostro sistema universitario e pediatrico e il suo contributo a una strategia condivisa per la tutela della salute digitale dei più giovani”.



