Interrogazione in Consiglio regionale: “Forti disparità tra le Ulss del Veneto. La Regione intervenga per ridurre le liste d’attesa”
Oltre 9 mila persone sono in attesa dell’impegnativa di residenzialità, il contributo regionale che copre le spese sanitarie per gli anziani non autosufficienti ospitati nelle strutture residenziali. È il dato che il gruppo consiliare del Partito Democratico porta all’attenzione della Regione Veneto attraverso un’interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità.
Il documento è stato presentato dalla consigliera Anna Maria Bigon, prima firmataria, insieme ai colleghi Chiara Luisetto, Monica Sambo, Giovanni Manildo e Paolo Galeano.
“In Veneto nel 2025 il numero di utenti in attesa di ricevere l’impegnativa di residenzialità, ovvero il contributo regionale che consentirebbe di avere la copertura delle spese sanitarie per medici, infermieri, riabilitazione e assistenza, ha toccato quota 9.050 a fronte di 24.419 impegnative finanziate dalle Ulss. Ma oltre a questo dato fortemente deficitario, in parallelo emerge una forte disparità tra le diverse Ulss. Si tratta di un quadro che richiede un intervento forte da parte della Regione“, spiega Bigon.
Secondo i consiglieri dem, le differenze tra i territori sono particolarmente marcate. “La marcata variabilità territoriale nel rapporto tra utenti in lista d’attesa e impegnative finanziate – proseguono i consiglieri – va dal 16,9% dell’Ulss n. 7 Pedemontana, al 68,8%, dell’Ulss n. 6 Euganea, quasi il doppio della media regionale con un 37,1%”.
L’interrogazione richiama anche i dati relativi alla valutazione della non autosufficienza, sostenendo che in alcune aziende sanitarie i criteri di accesso alle strutture sarebbero diventati più restrittivi. “Alla maggiore pressione registrata nell’Ulss n. 6 Euganea – aggiungono i consiglieri – si associa il punteggio medio S.Va.M.A. relativo alla gravità della non autosufficienza della persona, più elevato del Veneto (87,13 contro una media regionale di 79,69): questo a indicare una soglia di accesso più selettiva. Inoltre, nel corso del 2025 il punteggio medio S.Va.M.A. è cresciuto costantemente in quasi tutte le Aziende Ulss, in calo solo l’Azienda Ulss n. 8 Berica, sostanzialmente stabile l’Azienda Ulss n. 7 Pedemontana. Un andamento che lascia ipotizzare un progressivo irrigidimento dei criteri di accesso“.
I consiglieri evidenziano inoltre differenze anche nei tempi di permanenza degli ospiti nelle strutture. “Nell’osservare che i tempi medi di permanenza degli ospiti si attestano a livello regionale attorno ai 225 giorni, rilevano anche in questo, caso squilibri tra i 211,82 giorni dell’Ulss n. 7 Pedemontana e i 244,57 dell’Ulss n. 4 Veneto Orientale. L’accesso alle strutture residenziali per anziani non autosufficienti costituisce un diritto fondamentale alla cura per una popolazione particolarmente fragile: queste diversità rischiano di tradursi in una disparità di trattamento, quando invece il riparto delle risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza dovrebbe garantire omogeneità di accesso ai servizi sull’intero territorio regionale”.
Con l’interrogazione il Partito Democratico chiede quindi alla Regione Veneto di intervenire. “Nell’interrogazione, rivolta all’assessore regionale alla sanità, si chiede conto di tutti i rilievi e in particolare quali misure intenda adottare, anche mediante l’incremento delle risorse del Fondo e nuove unità di offerta, per ridurre i tempi di attesa, con particolare riguardo ai territori in maggiore difficoltà”, concludono i consiglieri.



