Le consigliere Bigon e Luisetto (Pd): “La proposta, pronta da due anni e già ripresentata, è ferma mentre l’emergenza cresce. Inaccettabile”
La salute mentale resta al centro del dibattito in Regione Veneto: dopo la proposta relativa allo psicologo territoriale avanzata ieri dal presidente regionale, Alberto Stefani, tornano oggi sul tema anche le consigliere regionali dem Anna Maria Bigon e Chiara Luisetto, vicepresidente della Quinta commissione per le Politiche sociosanitarie, denunciando “lo stallo su un tema che tocca da vicino migliaia di cittadini”.
La preoccupazione delle consigliere dem
“I dati che emergono sull’emergenza della salute mentale, in particolare tra i più giovani, in Veneto sono allarmanti e non concedono più spazio a esitazioni o rinvii – spiegano le esponenti dem –. L’approvazione del Progetto di legge per l’istituzione dello psicologo di base, una proposta concreta che abbiamo presentato già nella scorsa legislatura e che giace nei cassetti del Consiglio regionale da circa due anni, non è più rinviabile”.
“La nostra proposta a firma Bigon e sottoscritta da tutto il Gruppo consiliare del Partito Democratico, mira a offrire una risposta strutturale e capillare al disagio psicologico, integrando questa figura all’interno del sistema delle cure primarie – continuano Bigon e Luisetto –. È inaccettabile che, a fronte di un bisogno sociale sempre più pressante, un provvedimento così atteso rimanga fermo per anni, costringendo i cittadini a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure per motivi economici.”
“Il presidente della Giunta regionale, Alberto Stefani, oggi presenta un suo nuovo Progetto di legge – aggiungono le consigliere –. Siamo contenti di aver contribuito a dettare questa priorità con un’azione politica di anni, ma ora gli annunci non bastano; attendiamo già da tempo di discutere obiettivi e risorse, non basta tamponare con interventi spot le lacune del sistema senza risolverle; la Giunta regionale recuperi finalmente la nostra proposta di legge e da lì si parta a discutere”.
“Pretendiamo che la maggioranza sia realmente disposta ad affrontare per la prima volta questa vera e propria emergenza in commissione e in Aula consiliare, per arrivare a una rapida approvazione. La salute mentale è un diritto che va garantito con i fatti, non con la propaganda. Non c’è più tempo da perdere”, concludono Anna Maria Bigon e Chiara Luisetto.



