Il rito della messa a riposo verso il riconoscimento, il Consorzio: “un passaggio storico per il territorio”
Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella ha fatto un passo storico, con la Commissione nazionale italiana per l’UNESCO che ha deciso di candidarlo ufficialmente come patrimonio immateriale. La proposta, avanzata dal ministero della Cultura, sottolinea il legame profondo tra tradizione vitivinicola, paesaggio e comunità.
Christian Marchesin, presidente del Consorzio Vini Valpolicella, definisce la candidatura “un passaggio storico per il territorio” e celebra la messa a riposo delle uve come un processo che ha plasmato identità culturale e paesaggio. “Questo traguardo rafforza l’impegno a tutelare e trasmettere alle nuove generazioni una tradizione che non può essere data per scontata, valorizzandone il significato culturale e collettivo e l’unicità di Amarone e Recioto“, ha continuato.
Avviato oltre 13 anni fa, il percorso di candidatura è stato guidato dal Consorzio di tutela vini Valpolicella, capofila di un ampio lavoro condiviso che ha coinvolto direttamente la Confraternita del Sovrano Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto (Snodar), il mondo accademico e l’intero territorio della Valpolicella, che ha sostenuto con convinzione il progetto.
Secondo il comitato scientifico, composto da enologi, giusristi e antropologi, la messa a riposo delle uve rispetta quattro capisaldi identitari. La tecnica, praticata sulle “arele” sistemate poi negli apposti “fruttai“, non solo garantisce la qualità dei vini, ma ha anche “funzione educativa, ambientale, sociale e di inclusione“. L’appassimento coinvolge circa 8 mila persone, tra italiani e stranieri, distribuite nei comuni della Valpolicella, creando un forte senso di comunità e continuità culturale.
La candidatura all’UNESCO rappresenta un riconoscimento internazionale d’eccellenza della tradizione vitivinicola della Valpolicella. Il Consorzio vini spera che il rito diventi a presto patrimonio immateriale globale, valorizzando la storia, l’identità e le pratiche culturali di una delle aree più celebri d’Italia.



