Tra il 27 luglio e il 25 ottobre sette località venete, ospiteranno artisti che si esibiranno e vivranno i luoghi, intrecciando relazioni con le comunità ospitanti. Il progetto unisce musica contemporanea e collaborazioni con realtà sociali del territorio
“Quando un musicista suona a due metri da chi ascolta cambia tutto: cambia il suono, cambia il modo di stare seduti, cambia soprattutto il rapporto tra chi la cultura la produce e chi la riceve. Abitare la Musica parte esattamente da qui, e lo fa scegliendo la porta di casa invece del grande palco”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan in occasione della presentazione di Abitare la Musica, avvenuta il 23 luglio a Palazzo Balbi, sede della Regione del Veneto.
Il progetto di concerti e residenze artistiche diffuse, in programma dal 27 luglio al 25 ottobre 2026, attraverserà Cortina d’Ampezzo, Belluno e diversi luoghi della provincia, portando la musica all’interno di case, giardini, musei, chiese, auditorium e spazi particolarmente significativi del territorio dolomitico.
La formula è insolita e merita di essere spiegata. Gli artisti non vanno il territorio soltanto per esibirsi, ma sono invitati ad abitarlo: condividono gli spazi delle residenze, studiano, provano, compongono e creano legami con le persone e con i luoghi che li accolgono. Il concerto non rappresenta quindi un momento isolato, ma il risultato visibile di un percorso fatto di ospitalità, lavoro artistico, incontri e condivisione.
Il calendario comprende nove appuntamenti distribuiti tra Cortina d’Ampezzo, Cesio Maggiore, Belluno, Auronzo di Cadore, Santa Giustina, Borca di Cadore e Rivamonte Agordino. Tra le sedi figurano il Museo Etnografico delle Dolomiti, Palazzo Fulcis – Museo Civico di Belluno, alcune chiese del territorio grazie alla collaborazione con la diocesi di Feltre e Belluno, e l’Auditorium di Belluno, dove il 25 ottobre si svolgerà il concerto conclusivo nell’ambito della rassegna Tracce di Foliage. Fiamma Velo, pianista e compositrice cresciuta a Cortina, è l’artista incaricata del progetto. Il progetto è un’iniziativa Ixdeae APS (Novae DeaE) e curato da Mirko Gragnato, vincitore del Premio Carlo Magno del Parlamento europeo.
Il progetto “Abitare la Musica” ha ottenuto il sostegno della Commissione europea, del consolato generale del Giappone, della regione Veneto e della provincia di Belluno ed è realizzato in co-organizzazione con il Comune di Belluno, in dialogo con istituzioni culturali, territoriali e sociosanitarie.
Due sono gli elementi particolarmente rilevanti. Il primo è la scelta di dare spazio alla produzione contemporanea e alle nuove composizioni. Accanto al titolo di alcuni brani potrà comparire la dicitura “Prima esecuzione a …” a testimonianza della volontà di fare del territorio anche uno spazio nel quale la musica possa essere elaborata e presentata per la prima volta.
Il secondo elemento è il filo che lega la rassegna al centenario della riscoperta del patrimonio musicale di Antonio Vivaldi, avvenuta nel 1926. Nei diversi appuntamenti sarà inserita una citazione, un richiamo o un’ispirazione legata alla musica del compositore veneziano, posta in dialogo con la creazione contemporanea, con altri repertori e con le differenti identità dei luoghi.
La proposta performativa che da luglio procede fino a fine ottobre favorisce strumenti prevalentemente acustici e non amplificati, in coerenza con la dimensione raccolta degli spazi e con l’impostazione di sostenibilità culturale ed ecologica della rassegna. La vicinanza tra interpreti e pubblico consente un ascolto diretto, capace di valorizzare il suono naturale degli strumenti e il rapporto tra musica, architettura e paesaggio.
Il concerto inaugurale del 29 luglio sarà dedicato alla memoria di Marta Marzotto, nel decimo anniversario della scomparsa. L’intero progetto coinvolge artisti provenienti da esperienze musicali differenti, comprese importanti istituzioni liriche e sinfoniche italiane come il Teatro San Carlo di Napoli, Fondazione Arena di Verona, Teatro la Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino e Teatro Alla Scala accanto a interpreti che esplorano la musica attraverso linguaggi contemporanei, che coinvolgono più discipline e orientati alla dimensione dell’ascolto.
Una parte rilevante del progetto riguarda inoltre la collaborazione con l’Azienda ULSS 1 Dolomiti, la CTRP San Gervasio, il Centro Diurno di Belluno e i servizi territoriali impegnati nei percorsi di cura, inclusione e riabilitazione.
“Mi interessa molto la scommessa che c’è dietro questa rassegna: chiedere ai cittadini di non fare gli spettatori. Chi apre la propria casa a un quartetto d’archi non compra un biglietto, entra nel progetto”, ha concluso Mantovan. “Se funziona, e credo che possa funzionare, il Veneto avrà in mano un modello leggero e replicabile ovunque ci sia una comunità disposta ad ascoltare”



