Il capogruppo pentastellato richiama i dati della CGIA di Mestre sulle condotte colabrodo e sollecita la realizzazione di bacini d’accumulo e barriere contro il cuneo salino
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Veneto, Flavio Baldan, ha presentato un’interrogazione indirizzata alla giunta Stefani per sollecitare interventi urgenti sulla rete idrica regionale e contrastare il fenomeno della siccità e del cuneo salino. L’iniziativa ispettiva fa seguito ai dati diffusi dalla CGIA di Mestre, che evidenziano come il 42% dell’acqua immessa nelle condotte venete non raggiunga i rubinetti, per un ammontare annuo di circa 312 milioni di metri cubi dispersi e un danno economico stimato in 758 milioni di euro.
Nel testo dell’atto, l’esponente dell’opposizione richiama gli obblighi stabiliti dalla legge regionale 70/2012, chiedendo alla giunta di pianificare un piano straordinario per la manutenzione delle condotte obsolete, il contrasto agli allacci abusivi e la realizzazione di infrastrutture di supporto quali bacini d’accumulo, vasche di laminazione e trincee drenanti. L’interrogazione evidenzia inoltre la necessità di accelerare l’iter per lo sbarramento del fiume Adige contro l’intrusione salina.
“In Veneto va perduta una quantità d’acqua enorme a causa di condotte datate e prelievi non autorizzati“, ha dichiarato il consigliere Flavio Baldan. “I cambiamenti climatici impongono di affrontare la siccità e il dissesto idrogeologico come due aspetti di una stessa criticità, superando la logica dell’emergenza”.
“Le perdite idriche e i conseguenti razionamenti penalizzano le famiglie, l’agricoltura e le imprese di diversi comparti produttivi e del terziario“, ha concluso Baldan. “Servono opere pubbliche incisive per l’efficientamento della rete e per la tutela delle risorse idriche del territorio”.
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