Il consigliere regionale ha poi ribadito: “Sminuire il femminicidio come ha fatto Valdegamberi è inaccettabile; su temi così delicati non possono esserci ambiguità né tentennamenti“
“Il femminicidio è un reato odioso perché viene perpetrato con la sola orribile motivazione di procurare della sofferenza ad una donna. La Regione del Veneto ha avuto il merito di impegnarsi, tra le prime, con l’Osservatorio sulla violenza contro le donne; un provvedimento nato in modo trasversale, con lo scopo di confrontarsi su un tema così importante. Negare, sminuire e stigmatizzare il femminicidio come ha fatto Valdegamberi è inaccettabile”. A dichiararlo è stato il consigliere regionale Filippo Rigo (Lega–Liga Veneta), intervenendo sul dibattito in consiglio regionale.
“La Lega ha dimostrato con i fatti il proprio impegno nella lotta contro la violenza sulle donne, promuovendo e sostenendo importanti strumenti normativi come il Codice Rosso. È un risultato di cui andiamo orgogliosi e che testimonia una linea politica chiara: la tutela delle donne viene prima di ogni altra considerazione. A chi oggi sostiene di rappresentare la destra – ha sottolineato Rigo – dopo un percorso politico travagliato, ricordo che una destra autentica difende e tutela le donne, sempre“.
Il consigliere regionale ha poi proseguito: “Su temi così delicati non possono esserci ambiguità né tentennamenti. Si tratta di un tema importante in particolare in un momento storico come questo, in cui i fenomeni migratori hanno portato anche sul nostro territorio persone provenienti da contesti culturali nei quali la donna è ancora considerata inferiore all’uomo e confinata a un ruolo subordinato all’interno della famiglia”.
“La visione dei vannacciani sulle donne pare però quella dei talebani che governano oggi Kabul. Altro che Futuro Nazionale, qui siamo al Medioevo. Proprio per questo è fondamentale affermare con forza i valori della nostra civiltà: il rispetto della dignità della donna, della sua libertà e della piena parità dei diritti” ha concluso Rigo.



