Manildo e Galeano dopo le parole di Stefani: “Il tempo stringe”. I consiglieri dem chiedono un’azione incisiva per evitare esuberi e chiusure e tutelare anche le oltre 40 aziende venete dell’indotto
Il tempo stringe sulla vertenza Electrolux e il Partito Democratico chiede alla Regione Veneto di passare dalle dichiarazioni all’azione. A intervenire sono il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, e il vicepresidente della Commissione Bilancio, Paolo Galeano, dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Alberto Stefani sulla necessità di arrivare a un accordo unitario sulla vertenza.
“Prendiamo atto delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione, Alberto Stefani, sulla necessità di raggiungere attorno alla vertenza Electrolux un accordo unitario, di evitare tagli occupazionali e chiusure, tutelando anche il vasto indotto composto da oltre 40 aziende venete. Ma il tempo stringe ed è il momento di un’azione davvero incisiva“.
“Mesi di confronti e incontri rassicuranti – osservano i consiglieri – non hanno finora prodotto le necessarie garanzie per il futuro. Anzi, ha preso solidamente corpo l’ipotesi di centinaia di esuberi solo nel sito di Susegana e un pesante impatto sui settori impiegatizi e produttivi. Il fronte unitario tra Governo e Regioni è un passaggio positivo, ma da solo non basta se non si cambia registro, mettendo in campo tutto il peso politico e istituzionale per pretendere da Electrolux impegni vincolanti. Chi negli anni ha beneficiato di sostegno pubblico e risorse nazionali ha il dovere morale e sociale di garantire la continuità produttiva e l’occupazione“.
“Chiediamo alla Giunta e al presidente della Regione, Alberto Stefani – concludono Manildo e Galeano – di trasformare subito il segnale lanciato in una linea d’azione forte e concreta: servono garanzie reali, verificabili e non rinviabili per il rilancio delle produzioni sul territorio e per la tutela di tutti i lavoratori coinvolti“.



