Alla Giunta veneta è chiesto di aiutare con revisione dei canoni regionali e i diritti esclusivi di pesca a causa del crollo della produzione che mette a rischio l’economia del Delta del Po
“Il comparto della pesca dei molluschi in Polesine sta vivendo una delle crisi più gravi della sua storia. Di fronte a un’emergenza che ha azzerato la produzione e messo in ginocchio centinaia di imprese e famiglie, è necessario che la Regione Veneto intervenga con misure straordinarie, a partire dalla sospensione dei canoni di concessione regionale e dei diritti esclusivi di pesca di competenza provinciale”. È quanto chiede Cristiano Corazzari, consigliere regionale di Lega – Liga Veneta, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sollecitare un intervento urgente a sostegno del comparto ittico del Delta del Po.
“Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine O.p., che riunisce 14 cooperative e oltre 1.500 pescatori, – spiega Corazzari – rappresenta uno dei principali poli europei della pesca e dell’acquacoltura ed è il cuore dell’economia del Delta del Po. Una realtà che ogni anno versa circa 400 mila euro tra canoni regionali e diritti esclusivi di pesca, ma che oggi si trova a fronteggiare una situazione eccezionale che rende impossibile proseguire l’attività produttiva. Nell’interrogazione ho evidenziato come la proliferazione incontrollata del granchio blu abbia già compromesso gravemente la produzione delle vongole veraci, mentre nelle ultime settimane la situazione è ulteriormente precipitata a causa dell’eccezionale sviluppo di macroalghe nella Sacca degli Scardovari. Inoltre, l’accumulo di biomassa, unito alle elevate temperature e alla ridotta circolazione delle acque, ha provocato crisi anossiche e una moria pressoché totale di mitili e molluschi allevati. Si tratta di un vero collasso ambientale ed economico che rischia di avere conseguenze irreversibili. Una situazione non più sostenibile e pertanto non è più possibile chiedere alle cooperative il pagamento dei canoni concessori in assenza di qualsiasi reddito”.
“Le imprese – commenta Corazzari – stanno affrontando una crisi determinata da cause straordinarie e indipendenti dalla loro volontà. Continuare a gravarle di oneri concessori significherebbe mettere a rischio la sopravvivenza dell’intero comparto e centinaia di posti di lavoro. Chiedo, pertanto, alla Giunta regionale di attivarsi, anche in accordo con la Provincia di Rovigo, affinché vengano sospesi o rimodulati i canoni regionali e i diritti esclusivi di pesca, oltre a promuovere un tavolo istituzionale con il Prefetto di Rovigo, il Commissario straordinario per l’emergenza Granchio Blu, il Genio Civile e gli enti competenti. Il Polesine non può essere lasciato solo. Serve una risposta immediata e coordinata per salvaguardare un settore strategico per l’economia veneta, tutelare migliaia di lavoratori e preservare un patrimonio produttivo e ambientale unico nel suo genere”, conclude Corazzari.



