La consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete) interviene sul dibattito sulle politiche energetiche e nucleare
La consigliera regionale del Veneto Rossella Cendron è intervenuta sul dibattito energetico, parlando anche di nucleare: “La proposta di rilanciare il nucleare come soluzione ‘non più rinviabile’ come evidenziato sulla stampa dalla vice ministro all’ambiente Vania Gava rischia di essere una risposta sbagliata a un problema reale e urgente. Non possiamo permetterci scorciatoie illusorie: la transizione energetica si gioca nei prossimi dieci anni, non tra venti“
E prosegue spiegando: “Chi sostiene che entro il 2032 sarà possibile produrre nuova energia nucleare in Italia – prosegue la consigliera – dimostra di non avere chiari i tempi tecnici e autorizzativi necessari. Anche nei Paesi che hanno mantenuto una filiera attiva, la costruzione di una centrale richiede almeno 10-15 anni“.
Proprio per questi motivi, Cendron dichiara: “Il nucleare non è una risposta utile alla crisi energetica e climatica attuale. La vera emergenza è ridurre le emissioni subito, è fornire energia subito. Se non agiamo entro i prossimi dieci anni, rischiamo di superare soglie economiche e climatiche critiche con conseguenze finanziarie e sociali gravissime. Per questo serve una strategia concreta e immediata, basata su tecnologie già disponibili”.
Parlando della “hydro release” la consigliera spiega: “Può avere elementi positivi, ma va monitorata con attenzione per evitare che si traduca nell’ennesimo vantaggio per pochi grandi operatori, senza benefici diffusi per cittadini e sistema produttivo“.
“Il Veneto può e deve essere protagonista di questa transizione: investire nel fotovoltaico diffuso, nelle comunità energetiche e nell’efficienza significa rafforzare la competitività delle imprese e dare sicurezza alle famiglie. Il tempo delle illusioni è finito, ora servono scelte concrete”, conclude Cendron.



