Il consigliere invita il presidente Stefani ad “aprire un confronto su come gestire le risorse economiche regionali prima che sia troppo tardi”
Il consigliere regionale del Partito democratico e vicepresidente della commissione Bilancio, Paolo Galeano, critica la gestione economica della Regione Veneto e chiede al presidente Stefani di cambiare approccio.
“L’annuncio dell’assessore regionale al Bilancio di voler avviare una spending review al preciso scopo di evitare l’applicazione dell’addizionale regionale Irpef nel 2027, conferma che in Veneto si va avanti con un gioco ingannevole. Malgrado sia sicuramente doveroso agire sull’eliminazione degli sprechi, lo stesso assessore Giacinti ammette infatti che l’operazione non sortirebbe risultati sufficienti. E, soprattutto, nega una realtà evidente, perché a forza di dire che questa Regione ‘non mette le mani in tasca ai veneti’, nel frattempo le disuguaglianze si sono ingigantite, il tutto a danno dei cittadini e delle famiglie più fragili che si ritrovano sempre di più nell’impossibilità di accedere ai servizi di cura, assistenza, sport giovanile e istruzione”.
“Di fronte alle emergenze che si moltiplicano, a partire dai rincari energetici e dei carburanti, passando per le criticità quotidiane nella sanità e nel sociale, ma anche allargando lo sguardo al fenomeno dei giovani che scappano per mancanza di prospettive e alle difficoltà di molti Comuni alle prese con il dissesto idrogeologico, è arrivato il momento di un ragionamento serio sulle entrate regionali. E in questo senso chiediamo che il presidente Alberto Stefani accetti di aprire un confronto per ragionare su come invertire la rotta prima che sia troppo tardi. Noi – sottolinea Galeano – ribadiamo la nostra disponibilità ad assumere scelte coraggiose che diano speranza di ripresa a una Regione che sta pericolosamente scivolando lungo un piano inclinato”.

“Dal 2010 siamo l’unica Regione italiana a statuto ordinario a non aver fatto manovre sull’addizionale Irpef, però da qualche anno si è deciso di toccare l’Irap chiedendo al mondo produttivo circa 150 milioni in piena fase di difficoltà. Al tempo stesso, il modello di Autonomia differenziata che si vuole introdurre non è nient’altro che un contenitore vuoto che non porterà un euro in più ai veneti. E anche sul fronte della lotta all’evasione fiscale, per il recupero a livello nazionale di circa cento miliardi l’anno, il centrodestra deve fare pace con sé stesso: la continua riproposizione di condoni e pace fiscale da parte della Lega a Roma fa sì che buona parte dei contribuenti si affidi all’idea che pagare le tasse non convenga e che sia meglio aspettare la successiva sanatoria”, commenta il consigliere.
“Festeggiare, come fa Giacinti, per dieci milioni di avanzo libero è incredibile, specie a fronte di tagli in ogni settore. I 111 milioni di avanzo vincolato sbloccati sono solo risorse già esistenti e la cui spesa era già prevista: bene erogarle ora concretamente, ma continua a mancare la prospettiva. Le nostre proposte di addizionale Irpef, già presentate in sede di bilancio, incidevano solo sul 7% dei contribuenti a più alto reddito, restituendo equità e una risposta strutturale su giovani, sanità, sociale, sicurezza del territorio, transizione ecologica e digitale, sviluppo, imprese ed enti locali. Su alcuni ambiti deficitari, questo governo regionale sta cercando di mettere una toppa, come nel caso del consumo del suolo arrivato a livelli inaccettabili. Adesso non possiamo permetterci altri errori. Se Stefani accetterà di ragionare su un diverso approccio nella gestione delle risorse economiche regionali, noi dimostreremo ancora una volta di esserci, con l’unico obiettivo del bene del Veneto”, conclude Paolo Galeano.



