Autonomia differenziata nel mirino di Szumski, che la definisce inefficace e propone un’alternativa basata sull’autogoverno regionale
Critiche all’impianto dell’autonomia differenziata e una proposta alternativa basata sull’autogoverno regionale. A intervenire è Riccardo Szumski, capogruppo di Resistere Veneto in consiglio regionale, che invita ad aprire una nuova fase politica e istituzionale per il Veneto.
“L’autonomia differenziata, così come impostata, rischia di rivelarsi un vicolo cieco. Non per pregiudizio ideologico, ma per una valutazione concreta – afferma il consigliere -: difficilmente potrà cambiare in modo sostanziale i rapporti tra il Veneto e lo Stato centrale, né garantire ai cittadini veneti il ritorno economico che meritano”.
Szumski sottolinea quindi come, a suo avviso, esistano già strumenti concreti su cui costruire un percorso alternativo, puntando su una maggiore gestione diretta delle risorse e dei servizi a livello regionale. Tra le ipotesi indicate dal consigliere figurano la creazione di una holding autostradale veneta, la gestione diretta delle risorse idroelettriche e lo sviluppo di una multi-utility regionale, oltre al completamento delle competenze già previste per la Provincia di Belluno.
Accanto a queste proposte, il capogruppo di Resistere Veneto annuncia anche l’intenzione di avanzare nuove iniziative sul piano finanziario, tra cui uno strumento di credito regionale. Ma, sottolinea, il percorso non può essere portato avanti da una sola forza politica.
“Proporremo inoltre, nelle prossime settimane, uno strumento di credito regionale: un’ipotesi concreta, da discutere con rigore giuridico ed economico, per dotare il Veneto di leve finanziarie proprie. Ma tutto questo non può essere la bandiera di una forza politica sola. La posta in gioco è troppo alta – aggiunge il capogruppo di Resistere Veneto -. Per questo avanziamo una proposta a tutte le forze del consiglio Regionale, alla giunta e al presidente: la nomina di un’Assemblea fondativa per l’autogoverno Veneto“.
In chiusura, il consigliere ribadisce l’obiettivo politico della proposta: garantire maggiori risorse e autonomia gestionale al territorio, senza dipendere da decisioni esterne. “La questione è semplice e diretta: portare a casa risorse e redistribuirle ai cittadini. Non promesse, non deleghe in bianco a Roma, non attese indefinite. Risultati concreti, gestiti da noi, per noi“, conclude Szumski.



