Il presidente dell’intergruppo di centrosinistra critica il passaggio in commissione sulle intese dell’autonomia differenziata, definendolo un atto puramente formale e privo di risorse
Giudizio critico da parte delle opposizioni di centrosinistra in consiglio regionale del veneto al termine della seduta della commissione affari istituzionali, convocata per l’illustrazione degli schemi di intesa sull’autonomia differenziata. Il presidente dell’intergruppo di opposizione (PD, AVS, M5S, Riformisti Veneti in Azione e le Civiche Venete), Giovanni Manildo, ha contestato le modalità della discussione, definendo i consiglieri di maggioranza “più simili ad automi che ad autonomisti convinti“.
Nel suo intervento, Manildo ha sottolineato come il provvedimento sia caratterizzato da una sostanziale invarianza finanziaria per il bilancio dello stato, senza l’apporto di nuove risorse per la regione. Secondo l’esponente della minoranza, la trattazione del testo in commissione si è risolta in un passaggio tecnico privo di slancio politico, strumentale unicamente a rinvigorire l’iter burocratico.
L’opposizione ha infine ribadito la richiesta di modificare le priorità dei lavori consiliari, sollecitando l’anticipazione del dibattito sulla legge relativa al fine vita, definita un’istanza urgente e di diretta rilevanza per i cittadini rispetto al tema dell’autonomia.
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