La Cna avverte sulla situazione in Veneto dei rincari conseguenza della guerra in Iran: “Governo intervenga su energia e carburanti, credito e materie prime”
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, in corso da un mese, sta facendo tremare anche l’economia del Veneto. Le imprese artigiane di Padova e Rovigo registrano aumenti fino al 20-25% su energia, metalli, carburanti e logistica. Allo stesso tempo gli ordini rallentano e cresce l’incertezza. Le testimonianze dagli imprenditori del Veneto:
“Già dalla fine dell’anno scorso abbiamo iniziato ad assistere ad un incremento del legname per gli imballaggi, lo stesso usato per l’edilizia, che è arrivato ormai ad un +20-25%” – spiega Umberto Zampieri, responsabile produzione e operazioni presso Imballaggi Zampieri Srl di Villafranca Padovana e dirigente di Cna.
Sante Venturato fondatore della Vemec di Stanghella (Pd) e presidente del consorzio Ape di Cna Padova e Rovigo, spiega: “Facciamo attrezzature in acciaio inossidabile per il mondo ospedaliero, per i supermercati e produciamo piccole lavatrici industriali su nostro disegno. Le materie prime che usiamo per i nostri prodotti sono cresciute fino al +15% dall’inizio della guerra in Iran“.
“Non sempre è facile scaricare sui clienti i costi aggiuntivi e nel caso nostro dovremmo farlo su contratti già siglati, il ché è ancora più piacevole. Non vorremmo doverci vedere costretti a farlo tanto più in un contesto in cui tutte le filiere si troverebbero ad aumentare ulteriormente costi già importanti”, argomenta Giovanni Salvalaggio, coordinatore dell’area Alta Padovana e Rovigo.
Il presidente di Cna Padova e Rovigo Montagnin conclude: “Chiediamo al Governo di preparare interventi a sostegno delle imprese: sul credito, con una moratoria per chi perde fatturato e incentivi per chi riesce a investire, sull’energia, con l’introduzione di un calmiere sul prezzo della corrente, ma anche sui carburanti e sulle materie prime”



