Saranno destinati 3 milioni di euro alle imprese artigiane che favoriranno lo sviluppo di prodotti dando “opportunità di crescita professionale e lavorativa per i giovani”
La regione del Veneto, considerando il contesto complesso che stiamo vivendo, viene in supporto dello sviluppo tecnologico e industriale di un settore che conta al giorno d’oggi – dati del secondo trimestre 2026 – quasi 23 mila (per la precisione 22.971) imprese ed oltre 50 mila addetti tramite il nuovo bando “Il Veneto Artigiano, il quale metterà a disposizione 3 milioni di euro per le imprese artigiane che intendono promuovere nuove soluzioni, tecnologiche ed organizzative, in grado di favorire la creazione e l’ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi. Nello specifico il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 30% della spesa considerata ammissibile per la realizzazione dell’intervento, nel limite massimo di 60 mila euro per la “Linea Ordinaria” e di 30 mila euro per la “Linea Maestri Artigiani”, il quale rappresenta un settore che nella sola provincia di Padova conta ben 105 rappresentanti, 72 dei quali sono associati a Cna Padova e Rovigo.
Per Cna si tratta di una spinta nella direzione giusta per un mondo, quello artigiano, che nel secondo trimestre del 2026 ha registrato una diminuzione del numero delle imprese di 1.734 unità rispetto al 2021 (-7,0%). La diminuzione interessa soprattutto il comparto manifatturiero (-13,6%), il trasporto e magazzinaggio (-18,4%) e le costruzioni (-7,0%), mentre risultano in crescita i servizi alle imprese (+3,5%) e, seppur marginalmente, i servizi alle persone (+0,4%). Emergono quindi segnali di progressivo spostamento del sistema artigiano verso attività a maggiore contenuto di servizio e di specializzazione.
In un confronto più ampio (2024 – 2013) a un calo del 15,6% delle imprese è corrisposta una diminuzione degli addetti pari a -13,7%. Un dato significativo, quello della riduzione delle imprese più intenso rispetto all’occupazione: il numero medio di addetti per impresa è infatti passato da 2,50 a 2,55 (+2,0%).
Il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin: “Boccata d’ossigeno che dà la misura di una rinnovata attenzione“
“Questo andamento suggerisce che il sistema artigiano padovano non sta semplicemente riducendo la propria dimensione, ma sta attraversando un processo di selezione e consolidamento – ragiona Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Diminuisce il numero delle aziende, soprattutto quelle di minore dimensione o più fragili, mentre quelle che rimangono sul mercato tendono a mantenere la propria capacità occupazionale e, in molti casi, a crescere leggermente in termini di dimensione media. Si tratta di un segnale di resilienza che dimostra la capacità di molte imprese di adattarsi ai profondi cambiamenti del contesto economico, caratterizzato dall’aumento dei costi, dalla difficoltà di reperire manodopera qualificata, dalla transizione digitale e dalla crescente competizione interna ma anche internazionale. In questo quadro, la perdita di imprese non deve essere interpretata esclusivamente come un indicatore negativo. Una parte del fenomeno riflette infatti processi di aggregazione, crescita dimensionale e rafforzamento delle aziende più strutturate, che riescono a preservare l’occupazione e ad aumentare la produttività. Resta tuttavia aperta la sfida del ricambio imprenditoriale, della trasmissione delle competenze artigiane e della nascita di nuove imprese in grado di sostituire quelle che cessano l’attività”.

“Si tratta di una boccata d’ossigeno che, pure non definitiva, dà la misura di una rinnovata attenzione delle istituzioni regionali verso una parte dell’economia del territorio che rimane strategica per un serie considerevole di fattori – aggiunge Montagnin – Non è solo una questione di dimensioni, per quanto circa 26 mila imprese e oltre 50 mila addetti siano numeri sufficienti di per sé a dimostrarne il ruolo per la comunità: l’artigianato è innovazione, è redistribuzione di ricchezza sul territorio, è know how strategico ma anche servizi alle persone e alle imprese, opportunità di crescita personale e professionale per quei giovani che vogliono mettersi in gioco, da dipendenti o da imprenditori, in un mondo del lavoro che impone di acquisire competenze individuali sempre più forti per garantirsi un futuro solido a medio lungo termine. Crediamo che le iniziative volte a favorire gli investimenti nelle imprese esistenti possano essere importanti per rafforzarne la competitività, aumentare la produttività e creare le condizioni per mantenere e accrescere l’occupazione qualificata. Se la tendenza demografica mostra un numero inferiore di imprese rispetto al passato, la priorità diventa quindi sostenere aziende più solide, innovative e capaci di affrontare le sfide dei mercati. Il futuro dell’artigianato padovano non dipenderà soltanto dal numero delle imprese, ma soprattutto dalla loro capacità di generare valore, occupazione e competenze, continuando a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’economia del territorio“.
“Per questa serie di motivi Cna Padova e Rovigo è e sarà sempre orgogliosa di stare al fianco delle imprese e degli imprenditori. Lo fa, concretamente, ogni giorno, con i propri servizi e con la propria rappresentanza e lo ribadisce ancora una volta garantendo ai propri associati la partecipazione a questo bando. I nostri uffici sono in effetti già al lavoro sul bando e da settembre saranno pronti lavorare al fianco delle imprese che vorranno partecipare a ‘Il Veneto Artigiano’ 2026” conclude il presidente di Cna Padova e Rovigo.



