Anche Cisl e Pd Veneto si pronunciano sulla questione Electrolux, a seguito del tavolo interregionale convocato dall’assessore Bitonci
Cisl Veneto e il gruppo Pd regionale hanno rilasciato delle dichiarazioni in merito al caso Electrolux, a seguito della convocazione del tavolo interregionale da parte dell’assessore allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci.
Cisl Veneto: “Tagli sul lavoro inaccettabili, servono politiche industriali per fronteggiare la crisi strutturale dell’elettrodomestico”
Presente al tavolo convocato ieri a Palazzo Balvi, anche il segretario generale di Cisl Veneto Massimiliano Paglini, che è tornato sull’argomento: “Valutiamo positivamente l’incontro organizzato dall’assessorato regionale allo Sviluppo economico e condividiamo appieno la necessità di avere una posizione chiara, realistica, ma soprattutto comune tra istituzioni e parti sociali. Così come condividiamo la richiesta a Electrolux di presentare un piano industriale concreto: non possiamo accettare la decisione scellerata di recuperare marginalità semplicemente con tagli lineari sul lavoro, tra l’altro vanificando così anche una quota molto cospicua di investimenti, contributi e bonus pubblici messi in campo negli anni per sostenere il settore”.
Il leader della Cisl regionale ha poi ribadito: “La vicenda Electrolux assume, però, un valore strategico che va oltre i nostri territori: ne va del futuro della manifattura nel nostro paese. A fronte di una crisi strutturale di sostenibilità della produzione dell’elettrodomestico nell’Europa occidentale, serve una programmazione di politica industriale per non disperdere un patrimonio di competenze e professionalità. Occorre una visione su dove orientare le nostre produzioni, anche nel nostro territorio: dall’aerospazio, alla difesa, alla trasformazione delle terre rare”.
“Non a caso, da due anni chiediamo al governo di far ripartire il tavolo sulla crisi dell’elettrodomestico, così come sollecitiamo politiche della Ue per difendere le produzioni manifatturiere europee — ha concluso Paglini — è necessario aprire il confronto con le parti sociali: nel 2014 abbiamo salvato e rilanciato l’azienda, facendo fronte comune possiamo ottenere risultati“.
Le parole del Pd: “Il Veneto smetta di rincorrere le crisi“
Sulla questione si è espresso anche il Partito democratico regionale: “La vicenda Electrolux è un campanello d’allarme che il Veneto non può permettersi di ignorare. Non basta intervenire quando esplodono le crisi o limitarsi a misure tampone. Serve finalmente una strategia industriale territoriale capace di mettere insieme lavoro, innovazione, formazione e infrastrutture”.
“Oggi la competitività di un territorio non si gioca solo sul costo del lavoro o sugli incentivi –hanno inoltre spiegato i consiglieri regionali del Pd -. Per questo, la Regione dovrebbe costruire una cabina di regia permanente che metta attorno allo stesso tavolo imprese, università, Its, scuole tecniche, sistema logistico e territori, con l’obiettivo di sviluppare filiere innovative e trattenere investimenti e competenze in Veneto. Altre Regioni stanno già lavorando in questa direzione, creando reti stabili tra ricerca, imprese e sviluppo territoriale. Il Veneto invece continua troppo spesso a muoversi solo davanti alle emergenze”.
Secondo gli esponenti dem “anche ‘Veneto sviluppo’ può avere un ruolo diverso e più strategico. Dentro questa visione rientra anche il tema delle infrastrutture. Investimenti come il tram di Padova, l’Interporto di Padova e quello di Verona rappresentano esempi importanti di territori che costruiscono competitività e connessioni moderne. Ma restano ancora ritardi e carenze evidenti che frenano lo sviluppo del Veneto centrale e del sistema produttivo veneto: dal completamento della SR308 ai collegamenti con la Pedemontana, fino al potenziamento ferroviario e al rafforzamento della mobilità integrata”.
“Difendere il lavoro oggi —hanno concluso gli esponenti del Pd — significa creare territori capaci di attrarre investimenti, trattenere giovani competenze e accompagnare le trasformazioni industriali. Il Veneto ha tutte le potenzialità per farlo, ma serve una Regione che costruisca una visione vera invece di rincorrere le emergenze quando ormai esplodono”.


