L’assessore Bitonci è tornato a parlare del gruppo Electrolux al tavolo interregionale sulla crisi: “Serve una strategia nazionale ed europea per salvaguardare occupazione e produzione”
Nel pomeriggio della giornata di ieri, l’assessore regionale allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci ha convocato a palazzo Balbi un tavolo sulla grave crisi del gruppo Electrolux. Presenti gli assessori del Friuli-Venezia Giulia Sergio, Emidio Bini e Alessia Rosolen, la Vicepresidente della commissione Itre — industria, ricerca ed energia — del Parlamento europeo Elena Donazzan, Confindustria Veneto est, Confindustria alto Adriatico, le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil e le categorie Fiom, Fim e Uil del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, oltre ai rappresentanti dei lavoratori.
“Abbiamo ritenuto indispensabile attivare immediatamente un confronto tra le Regioni coinvolte, le parti sociali e l’azienda” — ha dichiarato Bitonci — “per costruire una linea comune in vista del tavolo convocato al Ministero delle imprese e del made in Italy il prossimo 25 maggio a Roma. È necessario presentarsi uniti davanti al Governo per difendere i lavoratori, le competenze industriali e la continuità produttiva di un settore strategico per il manifatturiero italiano”.
Il confronto ha evidenziato la crisi storica che sta attraversando il comparto europeo degli elettrodomestici, soggetto negli ultimi vent’anni a delocalizzazione produttiva, alla concorrenza asiatica e turca, all’aumento dei costi energetici e delle materie prime e, oltretutto, da un eccesso di regolamentazione europea che ha penalizzato la competitività delle imprese continentali.
Le parole di Bitonci
“Electrolux è un’azienda che ha investito molto in Italia e i suoi piani industriali sono stati supportati negli anni non solo con ammortizzatori sociali, ma anche da contributi pubblici finalizzati a sostenere ricerca,sviluppo e impiego di sistemi e tecnologie avanzate” ha proseguito Bitonci, poi affermando: “Negli scorsi giorni però l’azienda non ha presentato un piano industriale di rilancio, annunciando un taglio lineare della forza lavoro del 40% che, contando anche i contratti a termine, arriva a ridurre 1.900 addetti, senza considerare l’impatto sull’indotto”.
“Oggi” — ha continuato l’assessore — “bisogna riportare il ragionamento sulla strategia industriale. A livello aziendale è necessario confortarsi su un piano industriale di rilancio e sviluppo. A livello di politica industriale occorre invece un’azione forte, sia nazionale che europea. Da un lato è necessario lavorare su un sistema di regole uguale per tutti, che limiti la concorrenza sleale extraeuropea e il sovraccarico di oneri per i nostri produttori. Dall’altro lato, dobbiamo valutare come sostenere il settore manifatturiero dell’elettrodomestico con misure strutturali sui costi energetici, sulle materie prime e sulla competitività”.
Bitonci ha infine concluso: “Le Regioni sono pronte a fare la propria parte, anche esigendo un forte impegno concreto e coordinato da parte del Governo e dell’Europa. Oggi abbiamo condiviso la volontà di proseguire il confronto anche dopo il prossimo incontro ministeriale, valutando un ampliamento del tavolo regionale all’intera filiera dell’elettrodomestico e coinvolgendo associazioni dell’indotto e del commercio”.



