Presentato il Rapporto statistico regionale 2026. Giacinti: “La cura non rappresenta più soltanto un valore sociale, ma la vera infrastruttura su cui costruire il futuro del Veneto”
Un Veneto che continua a crescere, mantiene alta l’occupazione, registra il miglior risultato di sempre nel turismo e guarda con decisione ai settori dell’innovazione, senza però perdere di vista le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla trasformazione della società. È questo il quadro che emerge dalla ventitreesima edizione del Rapporto statistico regionale 2026 – “Il Veneto si racconta, il Veneto si confronta”, presentata questa mattina a Padova dall’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione, Filippo Giacinti.
Giacinti: “Cura vera infrastruttura su cui costruire il futuro del Veneto”
L’edizione di quest’anno, oltre a fotografare l’andamento economico e sociale della regione, dedica un ampio approfondimento al tema della cura, considerata un elemento centrale per garantire benessere, coesione sociale e capacità di affrontare le trasformazioni demografiche ed economiche. “La cura, l’attenzione cioè alle famiglie, agli anziani, ai giovani e a chi ogni giorno si dedica agli altri – ha sottolineato l’assessore Giacinti – non rappresenta più soltanto un valore sociale, ma la vera infrastruttura su cui costruire il futuro del Veneto. Le trasformazioni demografiche, sociali e culturali, insieme alle persistenti insicurezze economiche, stanno riducendo, infatti, la capacità della famiglia, storicamente il principale ammortizzatore sociale, di sostenere i compiti di cura. Viviamo più a lungo e le famiglie sono sempre più piccole. La maggiore longevità rappresenta sicuramente una conquista, tuttavia, in un contesto di bassa natalità ormai strutturale, ha reso l’Italia uno dei Paesi più anziani al mondo, con forti squilibri tra le generazioni. Compito delle istituzioni è quello di ampliare i servizi sul territorio e renderli universali: la risposta è un welfare di prossimità, per sanare le disparità geografiche ed evitare l’emergere di vere e proprie “periferie della cura”.
Il Veneto dal punto di vista economico: lavoro, turismo e futuro
Analizzando i dati contenuti nel Rapporto, l’assessore ha evidenziato la capacità del Veneto di affrontare una fase economica complessa mantenendo una sostanziale stabilità. “La nostra regione – ha evidenziato l’assessore analizzando i dati del Rapporto statistico – continua a dimostrare solidità e capacità di adattamento anche in una fase complessa della congiuntura internazionale. La crescita è moderata ma costante, il sistema produttivo tiene nonostante le difficoltà dei mercati esteri. Sono dati che confermano la forza del nostro tessuto economico e sociale, ma che allo stesso tempo indicano con chiarezza dove dobbiamo continuare a investire”.
Tra gli indicatori più positivi spicca il mercato del lavoro. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 74,7%, avvicinandosi all’obiettivo europeo del 78% fissato per il 2030. Migliora anche la situazione dei giovani che non studiano e non lavorano: la quota dei Neet è scesa all’8,3%, consentendo al Veneto di raggiungere con cinque anni di anticipo il target europeo del 9%.
Sul fronte economico, le previsioni indicano per il 2026 una crescita del Prodotto interno lordo regionale dello 0,6%, sostenuta dagli investimenti, dai consumi e dalla tenuta del sistema produttivo. L’export registra invece una lieve flessione dello 0,2%, risentendo delle tensioni internazionali che continuano a influenzare i mercati.
Continua invece a correre il turismo. Il 2025 ha fatto segnare il miglior risultato mai registrato in Veneto, con 22,3 milioni di arrivi e oltre 74,2 milioni di presenze, confermando la regione tra le principali destinazioni turistiche europee. I primi dati del 2026 mostrano inoltre un’ulteriore crescita del settore.
Il Rapporto dedica ampio spazio anche alla Space Economy, individuata come uno dei comparti più promettenti per lo sviluppo regionale. In Veneto sono oltre 2.800 le imprese che operano, direttamente o indirettamente, nella filiera aerospaziale, con una capacità di generare circa 12 miliardi di euro di valore aggiunto. “Anche in questo settore la nostra regione ha saputo muoversi in anticipo, creando occasioni di confronto internazionale e costruendo un ecosistema favorevole all’innovazione. L’organizzazione dello Space Meeting mette il Veneto al centro delle nuove filiere tecnologiche e accompagna le imprese verso mercati ad alto valore aggiunto. La competitività del futuro – conclude Giacinti – passa dalla capacità di investire oggi nella conoscenza, nella ricerca e nelle tecnologie emergenti”.
Il Rapporto statistico individua infine le principali sfide che attendono il Veneto nei prossimi anni: il rafforzamento del capitale umano, la sostenibilità ambientale, la tutela del territorio e lo sviluppo di un welfare sempre più vicino ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali della regione.



