I costi energetici più elevati e la difficoltà nel trovare professionisti rallenta la crescita digitale. Dall’Aglio: “Capire come investire senza essere penalizzati”.
L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle piccole imprese: le aziende artigiane del digitale crescono del 21,1%, ma il 59,9% dei professionisti specializzati è difficile da trovare.
L’artigianato padovano accelera sulla trasformazione digitale e dimostra una capacità di innovazione superiore alla media nazionale. Dietro questo sviluppo c’è un fenomeno destinato a incidere sempre più sulla competitività delle piccole imprese: l’Intelligenza Artificiale, concetto che sta prendendo spazio nei processi produttivi, nella comunicazione, nella progettazione e nell’organizzazione aziendale. Questo aspetto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese analizzando i dati disponibili più recenti.
Cresce l’artigianato digitale
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere e Inps, alla fine del primo trimestre del 2026 la provincia di Padova conta 2.212 imprese del settore digitale, delle quali 227 artigiane. Il dato più significativo fa riferimento all’evoluzione del comparto: negli ultimi cinque anni le imprese artigiane digitali sono aumentate del 21,1%, una crescita nettamente superiore alla media nazionale (+14,9%). Il comparto offre lavoro complessivamente a 8.571 addetti – dei quali 367 nelle imprese artigiane – mentre l’artigianato digitale rappresenta oggi l’1% dell’intero tessuto artigiano provinciale.
“L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata nella quotidianità di un numero crescente di imprese artigiane – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio – La sfida non è sostituire il lavoro delle persone ma renderlo più efficace, automatizzando alcune attività ripetitive e lasciando più spazio alle competenze, alla creatività e alla relazione con il cliente. È questa la vera forza dell’artigianato: saper coniugare innovazione e creatività: ciò che noi chiamiamo intelligenza artigiana”.
La crescita del settore digitale si scontra però con una complessità sempre più evidente: la difficoltà nel reperire personale qualificato. Nel corso del 2025 le imprese padovane hanno avuto bisogno di 8.540 lavoratori con elevate competenze digitali, in grado di lavorare su Intelligenza Artificiale, cloud computing, big data e Internet of Things. Di questi, 5.120 sono risultati difficili da trovare, pari al 59,9% del fabbisogno, una percentuale che colloca Padova al 14° posto nazionale tra le province con le maggiori difficoltà nel trovare professionisti specializzati, secondo l’analisi da parte dell’Ufficio Studi Confartigianato Imprese su dati Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema informativo Excelsior.
“Oggi il vero vantaggio competitivo non consiste semplicemente nell’avere accesso all’Intelligenza Artificiale, ma nel saperla utilizzare – osserva Nicola Bruno, presidente del sistema di categoria Comunicazione di Confartigianato Imprese Padova – L’IA consente di automatizzare molte operazioni ripetitive, ma resta fondamentale la capacità delle persone di interpretare i bisogni dei clienti, elaborare strategie e creare valore. Per questo la formazione rappresenta il vero investimento su cui costruire la competitività delle nostre imprese”.
Formazione e innovazione: l’impegno di Confartigianato
Per supportare le imprese in questo cambiamento, Confartigianato Imprese Padova ha già programmato un percorso di approfondimento dedicato proprio all’Intelligenza Artificiale. Nell’ambito del progetto Digital Lab PID, realizzato insieme alla Camera di Commercio di Padova, l’associazione organizzerà in autunno una serie di incontri dedicati alle applicazioni pratiche dell’IA nelle piccole imprese. I seminari affronteranno temi concreti, dalla comunicazione al marketing, fino all’automazione dei processi aziendali, mostrando come l’Intelligenza Artificiale possa appoggiare le imprese nella predisposizione di preventivi, nell’organizzazione delle attività e nell’ottimizzazione dei flussi di lavoro.
“Le imprese non hanno bisogno soltanto di conoscere l’Intelligenza Artificiale, ma di capire come applicarla concretamente alla propria attività – osserva Dall’Aglio –. È questo il ruolo che vogliamo svolgere come associazione: accompagnare gli imprenditori nell’adozione di strumenti che rendano le aziende più efficienti, più competitive e capaci di affrontare le sfide dei prossimi anni”.
Innovazione digitale ed energia: due sfide che camminano insieme
C’è poi un ulteriore fronte sul quale è necessario prestare attenzione. La diffusione dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie digitali avrà bisogno nei prossimi anni di infrastrutture sempre più potenti e un aumento del fabbisogno di energia. Una trasformazione che rende ancora più strategico il tema della competitività del sistema energetico italiano.
“La transizione digitale non può essere affrontata senza una visione di lungo periodo anche sul fronte energetico – conclude Dall’Aglio –. Le nostre imprese continuano a pagare il prezzo di una forte dipendenza energetica dall’estero. Se vogliamo che l’innovazione diventi davvero un fattore di crescita, dobbiamo creare le condizioni perché le aziende possano investire senza essere penalizzate da costi energetici sempre più elevati”.


