Primo trimestre 2026 in crescita del 5,1%, ma il risultato è trainato quasi esclusivamente dal comparto navale. Pesano i dazi USA e le tensioni in Medio Oriente
L’export manifatturiero del Veneto cresce, ma il dato complessivo nasconde le difficoltà di molti settori produttivi. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni regionali hanno raggiunto i 20,03 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto ai 19,06 miliardi dello stesso periodo del 2025. Una crescita che, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto sui dati Istat del commercio estero, è dovuta quasi interamente al boom della nautica.
Il comparto degli “Altri mezzi di trasporto”, che comprende principalmente navi e imbarcazioni, è passato infatti da 270,9 milioni a 1,46 miliardi di euro di export in un solo anno, con un incremento del 437,2%. Senza questo risultato eccezionale, il manifatturiero veneto avrebbe registrato una flessione dell’1,1%, perdendo oltre 209 milioni di euro rispetto al 2025.
La stessa situazione si osserva sul mercato statunitense. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 57,7%, passando da 1,70 a 2,68 miliardi di euro. Anche in questo caso, però, il risultato è legato quasi esclusivamente alle vendite di imbarcazioni. Escludendo la nautica, l’export veneto verso gli USA sarebbe sceso del 12,2%, con una perdita di oltre 205 milioni di euro.
A registrare le maggiori difficoltà sono alcuni settori simbolo del made in Veneto. Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni di macchinari sono diminuite dell’11,6%, quelle delle altre industrie manifatturiere del 19,1%, delle bevande del 21,9%, dei mobili del 10,7% e della metallurgia addirittura del 40,3%.
A pesare è anche il quadro internazionale. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno provocato una forte contrazione degli scambi commerciali con l’area. Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni manifatturiere venete verso i Paesi mediorientali si sono fermate a 603,4 milioni di euro, contro gli 818,3 milioni dello stesso periodo del 2025, con una diminuzione del 26,3%.
Tra i comparti più colpiti figurano i macchinari (-32,9%), le altre industrie manifatturiere (-30,5%), le apparecchiature elettriche (-25,9%), la metallurgia (-45%), i mobili (-19,7%) e il sistema pelle (-21%).
Particolarmente pesante il calo registrato nei Paesi del Golfo, considerati negli ultimi anni uno dei mercati più dinamici per le produzioni venete ad alto valore aggiunto. Le esportazioni verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrein sono diminuite del 34,3%, mentre il dato degli Emirati Arabi Uniti segna una flessione del 39,9%.
Boschetto: “In Veneto la stabilità geopolitica rappresenta un fattore essenziale di competitività”
“L’incertezza generata dalla politica commerciale americana e dall’introduzione dei dazi sta producendo effetti evidenti sulle scelte degli operatori economici – commenta Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – allo stesso tempo la guerra e l’instabilità che interessano il Medio Oriente stanno incidendo pesantemente sugli scambi internazionali. Per un sistema produttivo come quello veneto, che fonda gran parte della propria crescita sull’export, la stabilità geopolitica rappresenta un fattore essenziale di competitività”.

Più stabile, invece, la situazione nei principali mercati europei. Le esportazioni venete verso la Germania sono cresciute dell’1%, quelle verso la Francia dello 0,8% e quelle verso la Spagna del 5,8%.
“Mentre fuori dall’Europa emergono con maggiore evidenza gli effetti delle tensioni geopolitiche e commerciali, il mercato unico continua a rappresentare un fondamentale elemento di stabilità per le nostre imprese – prosegue Boschetto – ma oggi è necessario anche aprire nuovi spazi di crescita”.
In questo contesto emerge il buon andamento dei Paesi del Mercosur. Le esportazioni manifatturiere verso Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay sono aumentate dell’8,5%, passando da 161,8 a 175,5 milioni di euro.
“Le imprese venete hanno bisogno di ampliare i propri mercati di riferimento e di competere in condizioni favorevoli. I risultati registrati nell’area Mercosur dimostrano che esistono opportunità concrete di sviluppo per il nostro sistema produttivo. Per questo riteniamo che la conclusione dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur rappresenti una scelta strategica. Accogliamo pertanto con favore il voto con cui il Consiglio regionale del Veneto ha respinto la mozione contraria all’accordo commerciale: in una fase segnata da dazi, guerre e incertezza internazionale, aprire nuovi mercati significa offrire nuove opportunità alle imprese venete”, conclude Boschetto.



