Il Veneto registra il maggiore aumento d’Italia dei prezzi di elettricità e gas (+12,6%): a Padova 8.423 imprese artigiane operano nei settori più vulnerabili. Confartigianato chiede una politica energetica di lungo periodo
Mentre il Veneto registra il maggiore aumento d’Italia dei prezzi di elettricità e gas (+12,6% tra febbraio e giugno, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Istat), a Padova sono 8.423 le imprese artigiane che rischiano di subire gli effetti dei rincari dell’energia e dei carburanti. Si tratta di 27.573 addetti, pari al 47,6% dell’occupazione artigiana provinciale, concentrati soprattutto nei comparti del manifatturiero e dei trasporti.
L’elaborazione realizzata da Confartigianato Imprese Padova evidenzia che le imprese maggiormente esposte rappresentano il 36,5% dell’intero tessuto artigiano provinciale, una quota significativa dell’economia locale che rischia di vedere aumentare ulteriormente i costi di produzione e di trasporto in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti tensioni sui mercati energetici. Manifatturiero e trasporti sono in prima linea: l’energia alimenta macchinari, impianti e forni, mentre i carburanti incidono direttamente sulla logistica, sulle consegne e sul trasporto delle merci. Ogni incremento dei prezzi si riflette quindi sui costi di produzione, comprimendo i margini delle imprese e riducendone la competitività.
Tra i comparti più coinvolti la meccanica conta 2.517 imprese e 10.039 addetti, seguita dal legno-arredo (1.766 imprese e 4.353 addetti), dai trasporti (1.321 imprese e 2.681 addetti), dalla moda (1.297 imprese e 4.633 addetti), dall’alimentazione (1.186 imprese e 5.211 addetti) e dall’artistico (336 imprese e 656 addetti). Particolarmente esposte sono anche attività ad alta intensità energetica come panifici (220 unità provinciali), gelaterie e pasticcerie (262), nonché imprese della ceramica e del vetro che richiedono un uso continuo dei forni.
Sul fronte dei carburanti, il comparto più vulnerabile è l’autotrasporto: a Padova conta 1.046 imprese e 2.276 addetti, seguito dai servizi di taxi e noleggio con conducente. Elevata è inoltre l’esposizione della carpenteria meccanica (oltre 1.150 imprese) e delle aziende dei settori chimica, gomma e plastica, dove i consumi energetici rappresentano una componente rilevante dei costi di produzione.
“Le tensioni internazionali e le conseguenti oscillazioni dei prezzi dell’energia e dei carburanti rappresentano un elemento di forte preoccupazione per le nostre imprese – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio -. Le aziende artigiane hanno già dimostrato in questi anni una straordinaria capacità di adattamento, ma non possono continuare a subire costi che dipendono da fattori esterni e imprevedibili. Ogni aumento dell’energia si traduce in maggiori costi di produzione, mentre il rincaro dei carburanti pesa direttamente sulla logistica e sui trasporti, con inevitabili ripercussioni sulla competitività. Ci preoccupa ancora di più l’evoluzione dei prossimi mesi. Se questa tendenza dovesse proseguire, il Governo potrebbe essere chiamato a valutare nuovi interventi per contenere l’impatto dei rincari. Oggi è difficile prevedere quando i prezzi potranno tornare ai livelli di qualche mese fa e questa incertezza rende ancora più complicata la programmazione degli investimenti e dell’attività delle imprese“.
Per il presidente Dall’Aglio la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze: “Serve una vera politica energetica di lungo periodo – conclude Dall’Aglio . che garantisca alle imprese approvvigionamenti sicuri e costi competitivi. Occorre accelerare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, ma anche favorire concretamente l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia, semplificando la realizzazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e comunità energetiche. Rendere le imprese più autonome dal punto di vista energetico significa rafforzarne la competitività e ridurre la loro esposizione alle crisi internazionali“.
Confartigianato Imprese Padova sottolinea quindi l’urgenza di interventi sia sul versante infrastrutturale sia su quello normativo e fiscale, per incentivare gli investimenti privati e collettivi in soluzioni di autoconsumo e aumento dell’efficienza energetica. I settori più colpiti chiedono misure che possano attenuare l’impatto immediato dei rincari e al contempo favorire una transizione energetica che riduca la vulnerabilità alle oscillazioni dei mercati.



