Operazione della Guardia di Finanza tra Castelfranco Veneto, Pieve del Grappa e Fonte. Sequestrate aree per oltre 6.100 metri quadrati, denunciate tre persone e avviate le bonifiche
Tre discariche abusive, estese complessivamente su oltre 6.100 metri quadrati, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Treviso al termine di un’operazione contro i reati ambientali condotta insieme alla Sezione Aerea di Venezia.
Le aree, individuate grazie a sorvoli aerei e a successivi controlli sul territorio effettuati dai militari della Compagnia di Castelfranco Veneto e della Sezione Aerea, erano utilizzate come depositi incontrollati di rifiuti. All’interno sono stati trovati materiali di ogni tipo, accumulati in modo precario direttamente sul terreno, senza alcuna protezione o pavimentazione.
Il primo intervento ha riguardato un’area alle porte di Castelfranco Veneto, dove i finanzieri hanno scoperto una vasta discarica abusiva. All’interno viveva senza autorizzazione un cittadino marocchino insieme alla propria famiglia, composta anche da minori. Considerata la totale assenza di condizioni igienico-sanitarie adeguate, sono stati attivati i servizi sociali e gli occupanti sono stati allontanati per garantire la loro tutela sanitaria.
Una seconda maxi discarica è stata scoperta nel comune di Pieve del Grappa. Secondo gli accertamenti era gestita da un altro cittadino marocchino e conteneva una grande quantità di rifiuti, tra cui elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, taniche con idrocarburi e oli esausti, oltre a bombole di vario tipo.
Il terzo sequestro è stato eseguito nel comune di Fonte. Qui i militari hanno trovato soprattutto veicoli fuori uso e numerose parti di automobili abbandonate. L’area sarebbe stata gestita da un cittadino italiano già gravato da precedenti specifici nel settore ambientale. L’uomo viveva insieme al figlio maggiorenne in un edificio completamente abusivo, coperto da lastre di amianto. Anche in questo caso sono stati coinvolti gli enti locali per trovare una sistemazione temporanea agli occupanti e salvaguardarne la salute.
Durante i controlli a Fonte, i finanzieri hanno inoltre sequestrato 48 cartucce da caccia calibro 12, sette cartucce Flobert calibro 9 e un pugnale con una lama di circa 23 centimetri. Il proprietario è stato denunciato anche per detenzione abusiva di armi, poiché il materiale era custodito senza le prescritte comunicazioni all’autorità competente. Le armi e le munizioni sono state sequestrate per consentire ulteriori accertamenti sulla loro provenienza.



Alle operazioni ha partecipato anche Arpav, che per il solo sito di Fonte ha stimato la presenza di oltre 10 mila metri cubi di rifiuti. La quantificazione del materiale accumulato nelle altre due discariche è ancora in corso, poiché le condizioni di sicurezza non hanno consentito una stima immediata.
L’indagine ha dato origine a tre distinti filoni investigativi. Secondo quanto emerso finora, le aree sarebbero state utilizzate nel tempo come punti di raccolta e smaltimento illecito di rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi, senza le autorizzazioni previste dalla normativa ambientale. Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali collegamenti con aziende attive nel settore della gestione dei rifiuti.
I tre presunti responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Treviso per le ipotesi di reato legate alla gestione illecita dei rifiuti. Contestualmente ai sequestri sono state avviate le procedure per la caratterizzazione ambientale delle aree e per la successiva messa in sicurezza dei siti. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e individuare altri possibili soggetti coinvolti.
L’operazione ha consentito di interrompere un’attività che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto provocare gravi conseguenze per l’ambiente, con possibili contaminazioni del suolo e delle falde acquifere.



