Controlli nel trevigiano in edilizia, agricoltura e pubblici esercizi: emerse violazioni sulla sicurezza e un lavoratore clandestino. Sanzioni per 160mila euro
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, insieme all’Arma territoriale, hanno eseguito una serie di controlli mirati a contrastare lo sfruttamento lavorativo e il lavoro sommerso. Le verifiche hanno interessato aziende dell’edilizia, dell’agricoltura e dei pubblici esercizi in diversi comuni della provincia.
L’operazione ha portato alla sospensione di cinque attività imprenditoriali e all’emersione di tre lavoratori in nero, tra cui un cittadino extracomunitario risultato clandestino in Italia. Complessivamente, sono state contestate numerose irregolarità in materia di sicurezza, con 18 persone sanzionate.
Nel dettaglio, a Mogliano Veneto, i militari hanno trovato un lavoratore albanese clandestino impiegato nel montaggio di un ponteggio edile, senza formazione e senza sorveglianza sanitaria. Anche nei cantieri di Conegliano e Trevignano sono state sospese due imprese che non avevano redatto il piano operativo di sicurezza. La ripresa delle attività è stata possibile solo dopo la regolarizzazione e il pagamento delle sanzioni.
ASan Polo di Piave, i carabinieri hanno individuato anche un lavoratore addetto alla potatura totalmente privo di copertura previdenziale e assicurativa. L’uomo è stato allontanato e l’attività sospesa fino alla messa in regola. Un altro lavoratore in nero, impiegato come barista, è stato scoperto in un locale di Montebelluna.
Nel complesso, l’operazione ha portato all’irrogazione di ammende e sanzioni per circa 160.000 euro.



