La discarica abusiva, di oltre 4mila mq, ospitava un totale di circa 20 tonnellate di rifiuti, tra imbarcazioni, carcasse di auto, bombole del gas, olii esausti e materiale edile di scarto
Nella giornata di ieri il comando provinciale della Guardia di finanza di Rovigo, supportata dagli specialisti del reparto operativo aereonavale delle Fiamme gialle di Venezia, ha effettuato un’operazione di controllo nell’area del Parco del Delta del Po che ha portato, nel suo svolgersi, al sequestro di una discarica abusiva di oltre 4mila mq, oltre che alla denuncia di cinque persone e tre aziende coinvolte.
La perquisizione del terreno
La scoperta dell’area adibita illegalmente a discarica (composta da quattro terreni e un’abitazione privata) è avvenuta, nel contesto di controlli volti a prevenire illeciti di natura primariamente ambientale in un area protetta come quella del Parco del Delta del Po, attraverso mirati sorvoli con elicotteri della sezione aerea di Venezia, attività sostenuta sia da osservazioni effettuate dalle unità navali della sezione navale di Porto Levante che dai riscontri su terra dei militari della Tenenza di Loreo.
Basandosi su questi primi accertamenti la procura della Repubblica di Rovigo ha disposto la perquisizione dell’intera zona, compresa l’abitazione privata; quest’ultima è risultata stracolma di materiale di ogni genere e sorta, quali bombole del gas, olii esausti e batterie, mentre, all’esterno, gli inquirenti hanno potuto osservare una vera e propria distesa di imbarcazioni, motori per piccole barche, carcasse di auto e scarti di materiale edile.



L’attività di perquisizione è proceduta, pertanto, con l’ausilio del personale di Arpa Veneto, per la necessaria caratterizzazione e classificazione del materiale rinvenuto nonché per la valutazione dell’inquinamento del suolo e della falda acquifera sottostante (i finanzieri avevano rilevato, infatti, la presenza nel sito anche di carburanti e olii lubrificanti, in recipienti che non ne garantivano la tenuta); tali approfondimenti sono attualmente ancora in corso e richiederanno, con ogni probabilità, successivi interventi di ripristino dello stato dei luoghi. Alle operazioni hanno partecipato anche i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza l’intero sito (viste le numerose bombole di Gpl, metano e acetilene abbandonate nella discarica abusiva).
Gli esiti degli accertamenti
I cinque proprietari dell’area (residenti rispettivamente a Porto Viro, Campagna Lupia, Padova, Mesola e Milano) sono risultati privi dei titoli autorizzativi previsti dal Testo unico ambientale e tantomeno è stato possibile trovare alcuna documentazione attestante la provenienza dei rifiuti, motivo per il quale gli investigatori della fiamme gialle hanno provveduto a denunciarli alla locale procura della Repubblica per il reato di abbandono di rifiuti, compresi quelli pericolosi. Allo stesso modo sono state denunciate tre società, rispettivamente di Campagna Lupia, Selvazzano Dentro e Milano, alle quali altrettanti indagati avevano intestato i terreni sotto sequestro.
I finanzieri polesani hanno quindi sequestrato l’intera discarica abusiva, mettendola a disposizione della procura della Repubblica di Rovigo. A conclusione di ulteriori accertamenti, i responsabili dovranno provvedere alla rimozione di tutti i materiali e rifiuti depositati per giungere alla completa bonifica dell’area interessata.
Venturini: “Fondamentale il lavoro di controllo e monitoraggio del territorio”
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Guardia di Finanza di Rovigo, al Reparto Operativo Aeronavale di Venezia, ad ARPAV, ai Vigili del Fuoco e a tutti gli operatori coinvolti nell’importante operazione che ha portato al sequestro di una vasta discarica abusiva all’interno del Parco del Delta del Po”. Sono le parole di Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente e ai Parchi della Regione Veneto, che commenta l’operazione delle Fiamme gialle.
“Parliamo di un’area naturalistica di straordinario valore ambientale, paesaggistico e turistico, simbolo della biodiversità veneta e patrimonio da preservare con la massima attenzione. Operazioni come questa dimostrano quanto sia fondamentale il lavoro di controllo e monitoraggio del territorio svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine e dagli enti preposti – prosegue Venturini –. La difesa del suolo è il primo passo per valorizzare sempre di più le bellezze naturali del nostro Veneto. Contrastare l’abbandono illecito di rifiuti, soprattutto in aree protette così delicate, significa tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e la qualità del nostro patrimonio naturalistico. Il Delta del Po rappresenta uno dei luoghi più preziosi della nostra regione e va difeso con determinazione da ogni forma di degrado”.
“La Regione del Veneto continuerà a sostenere tutte le azioni finalizzate alla salvaguardia ambientale, alla bonifica dei siti compromessi e alla promozione di una cultura del rispetto del territorio, perché la tutela dell’ambiente non è soltanto un dovere, ma un investimento concreto sul futuro delle nostre comunità”, conclude l’assessore.



