Alle prime ore del mattino un centinaio di poliziotti ha effettuato un maxi blitz nei campi nomadi della provincia, scoprendo una base logistica per ricettazione del rame
Nella mattinata di martedì 11 agosto, alle prime luci dell’alba, la polizia di stato di Padova ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio all’interno di alcuni campi nomadi e aree poste in via Ca’ Manzoni, via Guizza, via Mortise e in via Madonnina (a Padova), a seguito del recente aumento di reati riconducibili a soggetti dimoranti nei campo nomadi.
L’attività, svolta con l’obiettivo di prevenire le situazioni di illegalità, è stata svolta da un centinaio di poliziotti, appartenenti alla questura di Padova, uffici della squadra mobile, immigrazione, divisione polizia anticrimine, con il supporto operativo del reparto prevenzione crimine Veneto, della sezione polizia stradale, del secondo reparto mobile di Padova, gabinetto interregionale di polizia scientifica, dell’unità cinofila della polizia di stato, e con l’elicottero del 10imo reparto volo di Venezia che sorvolava sull’area controllata.
Già dalle primissime ore della mattina, i poliziotti hanno circondato il perimetro dei tre campi nomadi e proceduto a far ingresso, dove sono stati eseguiti i controlli delle persone, dei mezzi, con l’esecuzione di due perquisizioni di stupefacenti e al sequestro di refurtiva di valore e l’individuazione di una base logistica attrezzata con un macchinario definito “spelafili” fornito di materiale elettronico, utilizzato per ripulire i cavi sottratti da cantieri o da linee elettriche, espellendo la plastica e purificando il rame, il così detto “oro rosso”, in modo tale da poter immettere sul mercato illegale della ricettazione nei paesi dell’est Europa. In totale sono state sequestrate decine di matasse di rame per alcuni quintali, del valore di svariate migliaia di euro, materiale sul quale sono in corso verifiche al fine di verificarne la provenienza.
Nel corso dell’operazione sono state identificate in totale 83 persone, di cui 15 minori, la maggior parte delle quali già colpevoli di reati contro il patrimonio tipo furti, rapine, estorsioni, armi, rissa, ricettazione, danneggiamento, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed altri reati. In particolare, un 43enne dimorante nel campo nomadi di via Ca’ Magni è stato indagato per ricettazione in quanto gli è stato rinvenuto un orologio Rolex modello “Air King” del valore di oltre 8 mila euro probabilmente rubato, che è stato poi sequestrato per essere restituito al legittimo proprietario.
Altri controlli hanno riguardo due soggetti abitanti nel campo nomadi di Ca’ Magni, colpevoli di reati contro il patrimonio, così come sono stati controllati altri due dimoranti del campo nomadi di via Longhin, attualmente agli arresti domiciliari sempre per reati contro il patrimonio.
Durante il controllo gli operatori della scientifica hanno effettuato una ricognizione dell’area verde su cui insistono i campi nomadi, utilizzando un rilevatore di metalli al fine di rinvenire materiale derivato da refurtive o armi comuni da sparo. Nello stesso momento l’unità cinofila antidroga della polizia di stato ha indagato cercando di rinvenire sostanze stupefacenti, mentre gli agenti della polizia stradale hanno rinvenuto nel campo una autovettura senza assicurazione ed un ‘altra macchina priva di revisione per le quali è stato adottato il provvedimento di fermo.
I poliziotti hanno dovuto far intervenire anche due squadre dell’Enel, nelle baracche di via Mortise e via Madonnina, poiché avevano trovato diverso materiale elettrico verosimilmente utilizzato in precedenza per commettere attività illecite – come ad esempio il furto di energia elettrica mediante allacci abusivi – tanto da dover far intervenire i tecnici per mettere in sicurezza gli stessi occupanti, in quanto correvano il rischio di folgorazione.





