Un vicino ha chiamato la polizia a causa di urla che sentiva arrivare dal piano superiore dell’appartamento. Il tempestivo intervento ha permesso di identificare un quadro di violenze all’interno del nucleo familiare, il quale andava avanti da anni
Continuano le attività di controllo del territorio, svolte dalla polizia di stato e predisposti dal questore della provincia di Padova Marco Odorisio, per prevenire sia la criminalità diffusa e di degrado urbano, sia la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. L’attività di contrasto ai reati collegati al cosiddetto “Codice Rosso” rappresenta infatti una delle priorità della polizia di stato, sapendo bene che la velocità dell’intervento e la rapida ricostruzione del contesto familiare rappresentano elementi essenziali per interrompere situazioni di violenza le quali, molto spesso, continuano nel tempo e vengono denunciate soltanto dopo numerosi episodi.
Proprio in questo contesto, mercoledì 5 agosto, gli agenti della sezione volanti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Padova hanno arrestato un cittadino romeno accusato del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, in particolare di aver aggredito fisicamente la propria moglie al termine dell’ennesimo episodio di violenza domestica.
L’intervento è iniziato attorno alle ore 20.55, momento in cui la sala operativa della questura ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di un vicino di casa, il quale aveva dichiarato alla polizia di sentire le grida di una donna provenire da un appartamento al piano superiore, esternando la paura che la stessa potesse trovarsi in una situazione di pericolo.
Dopo aver ricevuto la segnalazione, la centrale operativa ha mandato immediatamente sul posto due equipaggi della sezione volanti, i quali hanno raggiunto velocemente l’indirizzo segnalato, per trovare nel cortile del condominio la figlia 15enne della coppia, visibilmente scossa e in forte stato di agitazione. La giovane aveva riferito immediatamente agli operatori che il padre, rientrato a casa in evidente stato di alterazione alcolica, aveva appena aggredito la madre e che, impaurita da quanto stava accadendo, era fuggita dall’abitazione chiedendo aiuto.
Gli operatori sono quindi saliti nell’appartamento, nel quale hanno trovato l’uomo e la moglie, la quale mostrava evidenti segni riconducibili alla recente aggressione, con contusioni e lesioni al volto, mentre nell’abitazione erano presenti anche una coinquilina della famiglia e, poco dopo, la sorella della donna con il marito, arrivati dopo essere stati contattati dalla figlia della coppia.
Mentre una pattuglia aveva accompagnato l’uomo presso gli uffici della questura per degli accertamenti, gli altri poliziotti procedevano a contestualizzare l’aggressione, ricostruendo un quadro che appariva da subito ben più grande del singolo episodio appena verificatosi. Infatti la figlia della coppia, rientrata a casa assieme la madre, aveva notato il padre assumere un atteggiamento aggressivo, manifestando sin da subito uno stato di forte alterazione dovuto all’assunzione di bevande alcoliche. Dopo un acceso litigio, l’uomo aveva colpito la moglie con due schiaffi al volto, spingendo la ragazza, terrorizzata, a rifugiarsi prima in bagno per contattare telefonicamente la zia e successivamente a fuggire dall’abitazione, continuando a sentire le urla della madre anche mentre si trovava nel cortile del condominio.
I poliziotti hanno quindi scoperto la tendenza dell’uomo a diventare aggressivo se ubriaco, e che simili episodi si sarebbero già verificati in numerose occasioni nel corso degli ultimi anni, descrivendo un clima familiare caratterizzato da continui litigi, aggressioni e intimidazioni causate, nella maggior parte dei casi, da motivi di gelosia, da discussioni legate alla gestione del denaro o dal rifiuto della moglie di soddisfare le sue pretese.
La vittima, accompagnata al pronto soccorso, aveva presentato una querela contro il marito, descrivendo un quadro di maltrattamenti che andava avanti da circa 4 anni – con una frequenza di quattro o cinque volte alla settimana – spiegando che in passato aveva più volte rinunciato a denunciare nella speranza che la situazione potesse migliorare, senza tuttavia ottenere alcun cambiamento.
Gli agenti della polizia di stato hanno terminato l’operazione arrestando l’uomo, accusato di reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, comprese le reiterate condotte violente nei confronti della moglie, la quale ha trovato ospitalità, assieme alla figlia, presso l’abitazione di familiari.



