Il 37enne è stato arrestato dopo il furto di bottiglie pregiate e di un orologio. Parte della refurtiva e lo scooter usato per la fuga sono stati recuperati grazie al video di una dipendente del ristorante
Nelle prime ore della notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio, i controlli effettuati dalla questura di Padova hanno portato all’arresto di un cittadino marocchino di 37 anni – con numerosi precedenti e condanne per reati contro la persona e il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti – considerato responsabile di un furto ai danni di un ristorante giapponese in Corso Milano.
Una dipendente dell’attività commerciale è stata svegliata nel cuore della notte da rumori sospetti provenienti dalla strada, e la donna, la quale abita al piano superiore dello stabile con affaccio diretto sull’ingresso del locale, ha intuito che qualcuno si fosse introdotto all’interno del ristorante. Oltre alla chiamata al 113 la donna è riuscita anche a riprendere con il proprio telefono cellulare il malvivente mentre si dava alla fuga a bordo di uno scooter. La polizia, arrivata velocemente sul posto dopo la segnalazione, si teneva costantemente in contatto telefonico con la dipendente, aggiornando in tempo reale le volanti sul territorio, comunicando loro come l’azione del furto si fosse appena conclusa e che il responsabile si fosse già allontanato a bordo di uno scooter. Inoltre le immagini del video registrato dalla donna sono state condivise all’istante con tutti gli equipaggi impegnati nel controllo del territorio, consentendo di concentrare le ricerche lungo la via di fuga.
Nel contempo sopraggiungeva sul posto la titolare del ristorante che, insieme agli operatori della Polizia Scientifica intervenuti per gli accertamenti tecnici, procedeva al sopralluogo del locale notando il furto di numerose bottiglie di champagne e vini pregiati custoditi all’interno dell’esercizio commerciale, per un valore complessivo di oltre 700 euro. Mentre la Volante impegnata presso il ristorante proseguiva le attività investigative e raccoglieva le prime dichiarazioni dei testimoni, gli altri equipaggi continuavano senza sosta le ricerche del responsabile.
Intorno alle ore 5.00, transitando nel quartiere Arcella, due pattuglie notarono un uomo a piedi perfettamente corrispondente all’identikit ricavato dal video e dalle descrizioni fornite dalla testimone. L’uomo, dopo essersi reso conto della presenza dei poliziotti, attraversava rapidamente la carreggiata e si dirigeva con passo sostenuto verso il cavalcavia Borgomagno. L’atteggiamento particolarmente nervoso insospettiva gli operatori, che decisero di procedere al controllo fermandolo poco distante. Durante l’identificazione il soggetto, successivamente identificato per un cittadino marocchino di 37 anni residente a Padova, manifestava irrequietezza, continuando ripetutamente a volgere lo sguardo verso una vicina area di sosta situata oltre il parcheggio multipiano “Central Park“.
Quel comportamento ha attirato l’attenzione degli agenti, i quali estesero immediatamente gli accertamenti nei dintorni, scoprendo, nascosto dietro un’autovettura parcheggiata, lo scooter utilizzato per la fuga. All’interno del vano sottosella del motociclo sono state recuperate cinque delle bottiglie di pregio appena asportate dal ristorante, immediatamente riconosciute dalla titolare quale parte del bottino sottratto nel corso del furto e successivamente restituite alla legittima proprietaria.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno inoltre accertato come la Vespa utilizzata dal malvivente fosse stata rubata appena due giorni prima nei pressi dell’ospedale di Padova.
Gli operatori procedevano quindi alla perquisizione personale dell’uomo, rinvenendo all’interno dello zaino che portava con sé anche un orologio del valore commerciale di circa 350 euro, del quale il soggetto non era in grado di spiegare in alcun modo il possesso, scoprendo poi che era sottratto poco prima all’interno del ristorante e appartenesse alla sorella della titolare, che lo aveva lasciato nel locale durante la serata precedente.
Accompagnato negli uffici della Questura, il cittadino marocchino è stato sottoposto a fotosegnalamento, e successivamente denunciato in stato di libertà per possesso illecito e furto.



