Nella camera da letto dell’uomo la polizia ha trovato 19 dosi di eroina e 15 dosi di cocaina pronte per lo spaccio, oltre a 680 euro, profitto dell’attività illecita
I poliziotti della squadra mobile, continuando le attività di controllo del territorio effettuate dalle pattuglie della Questura di Padova, hanno arrestato nella tarda serata di mercoledì 5 agosto un nigeriano di 46 anni trovato in possesso di 19 dosi di eroina e 15 di cocaina destinate allo spaccio.
L’uomo è stato avvistato da una pattuglia in borghese della squadra mobile mentre usciva da un’abitazione di via Perosi, nella quale alcuni residenti della zona avevano segnalato la presenza di cittadini stranieri che si occupavano di spacciare stupefacenti. Dopo averlo seguito per alcune centinaia di metri, hanno riscontrato che l’uomo, di nazionalità nigeriana, era già stato fermato in passato per possesso di stupefacenti. Successivamente i poliziotti hanno proceduto al controllo suo e dell’appartamento da cui era stato visto poco prima uscire, di cui era in possesso delle chiavi ma dal quale il nigeriano affermava di non essere mai uscito, né di conoscere chi vi abitasse all’interno.
Durante la perquisizione i poliziotti hanno ritrovato in un bicchiere sul comodino della sua camera da letto 19 dosi di eroina, e 15 di cocaina, quasi 15 grammi di stupefacente in totale, oltre due bilancini elettronici, 680 euro in contanti contenuti in portafoglio ed una nota su cui segnata la “contabilità” dell’attività di spaccio riposti su una mensola sopra il letto. Per questi motivi, il cittadino nigeriano è stato accompagnato in questura per la sua completa identificazione, dalla quale è emerso che l’uomo avesse 46 anni, che avesse precedenti per reati in materia di stupefacenti, mentre gli specialisti del gabinetto interprovinciale della polizia scientifica hanno effettuato l’esame preliminare narcotest, risultato positivo al reagentario della cocaina e degli oppiacei-eroina, confermando come si trattasse di sostanze stupefacenti.
Dopo aver svolto gli accertamenti, pertanto, è stato arrestato e portato in tribunale, dove il giudice ha convalidato l’arresto e ha imposto il divieto di dimora nella regione Veneto.



