Foglio di via per i due accompagnatori, un uomo di 40 anni e una donna di 23 anni, segnalati anche per possesso ingiustificato di arnesi da scasso
Durante i controlli rafforzati per il ponte del 1° maggio, la Polizia di Stato di Padova ha individuato nei pressi della stazione ferroviaria quattro cittadini ungheresi, tra cui due minorenni di 15 e 13 anni, trovati in possesso di strumenti da scasso.
L’intervento è avvenuto all’angolo tra la zona della stazione e Corso del Popolo, dove una pattuglia della Squadra Volanti ha notato due ragazzi su monopattini con un grosso zaino appeso al manubrio, insieme a un uomo e una donna. Inizialmente il gruppo appariva come una normale famiglia di turisti e ha esibito documenti ungheresi.
Durante il controllo, però, il tredicenne ha reagito insultando gli agenti in inglese e cercando di allontanarsi. I quattro sono stati quindi accompagnati in Questura per ulteriori verifiche.
Gli adulti sono risultati essere un uomo di 40 anni e una donna di 23 anni, mentre i due minori, anch’essi ungheresi, hanno dichiarato di essere domiciliati in provincia di Venezia e di essere appena arrivati in Italia.
Il sospetto degli agenti si è concentrato sullo zaino del quindicenne, particolarmente pesante. All’interno sono stati trovati diversi attrezzi: una trancia lunga 47 centimetri, un coltello con lama seghettata di 9 centimetri, un martello, una pinza multiuso, due cacciaviti, un binocolo e un paio di guanti da lavoro. Strumenti che fanno pensare a un possibile utilizzo per furti.
Gli accertamenti successivi hanno rivelato un elemento ancora più grave: i due minorenni risultavano ricercati a livello europeo perché segnalati come scomparsi dalle autorità ungheresi. Secondo quanto ricostruito, si erano allontanati senza autorizzazione il 19 aprile da un istituto per l’infanzia in Ungheria. Al termine delle verifiche, i due ragazzi sono stati dunque affidati a una comunità per minori.
Per i due adulti, invece, il Questore di Padova Marco Odorisio ha disposto il foglio di via obbligatorio dalla città per tre anni. Sono stati inoltre segnalati per possesso ingiustificato di arnesi da scasso. Secondo gli investigatori, i due avrebbero potuto sfruttare i minorenni proprio in virtù della loro età per commettere reati contro il patrimonio.


