A Porto di Legnago, nel Veronese, alcuni giovani hanno esploso colpi con una pistola scacciacani vicino alla fermata delle corriere, in pieno giorno e tra altri studenti.
L’episodio, ripreso in un video circolato sui social, ha suscitato immediate reazioni politiche.
Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, definisce quanto accaduto “un segnale gravissimo di degrado educativo e sociale che va affrontato senza esitazioni”. Stefani sottolinea la necessità di un intervento rapido e concreto, non solo sul piano repressivo ma anche educativo: “Chi compie azioni di questo genere deve essere obbligato a restituire qualcosa alla comunità. Questi ragazzi devono andare a lavorare per il loro paese, a pulire scuole, strade, cimiteri e parchi, per imparare quei valori che hanno reso ospitale e laborioso il Veneto”.
Il presidente ricorda che la Regione ha già avanzato proposte in questa direzione: “Come abbiamo proposto all’Ufficio scolastico regionale e ad Anci, vogliamo istituire lavori di pubblica utilità obbligatori per chi commette certe azioni, inserendo questi maranza in attività concrete, visibili, alle dipendenze dei cittadini”. Stefani richiama inoltre il ruolo dei social: “Non possiamo tollerare che certi comportamenti diventino quasi un modello, amplificato e virale. Serve un cambio di paradigma: più responsabilità, più presenza delle istituzioni e un messaggio chiaro: chi sbaglia paga, e paga lavorando”. Conclude affermando che “il Veneto non può e non deve abituarsi a scene del genere”.
Sbrollini (Iv): “È emergenza giovanissimi, altro che decreto sicurezza”
Preoccupazione anche da parte della senatrice veneta di Italia Viva, Daniela Sbrollini, che parla di “emergenza” e denuncia la diffusione di comportamenti pericolosi amplificati dai social. “Quanto è accaduto a Porto di Legnago preoccupa e inquieta. Siamo in piena emergenza”, afferma.
Sbrollini critica l’approccio repressivo: “Altro che decreto sicurezza e stretta repressiva. Contro fenomeni come i maranza, il bullismo e le baby gang occorre agire con l’educazione, investendo sul futuro dei nostri giovani, dando loro spazi di socializzazione, comprendendo il disagio sociale e psicologico e contrastando la povertà educativa”. La senatrice chiede inoltre un intervento legislativo sui social e riferisce di aver proposto un confronto in Parlamento con i ministri competenti.
Trevisi e Dalla Pozza (Pd): “Spari oltre ogni limite, ma servono prevenzione e investimenti”
Critiche anche dal Partito Democratico. Il presidente della Commissione per la promozione della Legalità, Gianpaolo Trevisi, e il vice capogruppo Antonio Dalla Pozza definiscono l’episodio “l’ennesimo segnale preoccupante di una perdita del senso del limite”.
“Chi ha fatto quel gesto deve essere individuato e risponderne, senza attenuanti. Ma fermarsi lì sarebbe un errore”, affermano, sottolineando che questi fenomeni “non nascono dal nulla” e richiedono interventi strutturali. Trevisi osserva che “le dichiarazioni del presidente Stefani giocano a mostrare i muscoli, ma non dicono nulla su ciò che si deve fare a monte per prevenire questa deriva”. Il consigliere richiama la necessità di “più operatori in strada, maggiormente formati e messi nelle condizioni di lavorare bene”, oltre a investimenti su educatori, scuola, servizi sociali e comunità locali.
Dalla Pozza aggiunge che le parole di Stefani “mettono in luce l’inconsistenza di ogni misura adottata sul fronte della sicurezza da parte dell’attuale Governo”, parlando di “propaganda in vista dell’appuntamento elettorale nazionale”. Conclude affermando che “tra baby-gang e rapine in villa, questa è una regione che si trova fuori controllo proprio a causa di quella parte politica che ora si lamenta del caos”.



