La scoperta del giro di fatture false ha anche portato al sequestro preventivo di 10 milioni di euro nei confronti della principale società coinvolta
Negli scorsi giorni le fiamme gialle del comando Provinciale di Treviso hanno eseguito un provvedimento emesso dal presidente della corte di Giustizia tributaria di Treviso, sequestrando 10 milioni di euro dalla disponibilità di una società che si occupa della fabbricazione industriale di occhiali e montature.
Il provvedimento è nato da un controllo fiscale che i finanzieri della compagnia di Conegliano hanno condotto nei confronti della stessa società, gestita da soggetti di origine cinese e operante nel territorio di Valdobbiadene; l’operazione (denominata Dirty Lenses) ha consentito di ricostruire un’evasione di imposta per oltre 3,5 milioni di euro: le dichiarazioni dei costi sostenuti dall’azienda erano infatti documentati attraverso centinaia di fatture false, emesse da cinque aziende rivelatesi, in realtà, delle mere cartiere prive di qualsiasi capacità produttiva.
La frode
Il controllo fiscale è stato il primo a essere eseguito, permettendo di far emergere un sistema di frode fiscale molto articolato: era collegato a 46 aziende del settore dell’occhialeria, gestite da imprenditori di origine cinese e ubicate in diverse provincie del centro o del nord Italia e della Campania. Di queste 46 imprese, 35 non erano nemmeno operative e servivano solo per emettere fatture utili ad abbattere i ricavi delle 11 società realmente esistenti, operanti nelle provincie di Treviso e Belluno. Quest’ultime, grazie ai soldi risparmiati sulle imposte per mezzo della frode, riuscivano a inserirsi nel mercato con prezzi di gran lunga inferiori alla media, falsando le regole sulla leale concorrenza e danneggiando gravemente gli operatori commerciali rispettosi delle regole.
Il valore complessivo delle diverse migliaia di fatture false scoperte nel corso delle investigazioni supera gli 83 milioni di euro, a cui corrispondono 18 milioni di euro di Iva.
Gli esiti degli accertamenti
Le attività investigative hanno portato alla denuncia di 52 persone (titolari e amministratori delle aziende coinvolte) alla procura della Repubblica di Treviso, per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture false. Allo stesso modo, i finanzieri hanno segnalato agli uffici dell’agenzia delle Entrate le dodici imprese cartiere (risultando esse ancora formalmente attive), portando alla chiusura d’ufficio delle loro partite Iva.
Il controllo fiscale condotto nei confronti della principale impresa che ha beneficiato del sistema di frode ha fatto quindi uso delle prove acquisite durante le indagini e, in tale contesto, il presidente della corte di Giustizia tributaria di Treviso ha disposto il sequestro preventivo a tutela del credito erariale per 10 milioni di euro, in esecuzione del quale, al momento, sono stati sottoposti a cautela il complesso aziendale (per oltre 30 mila euro di valore, perlopiù relativo ai macchinari destinati alla produzione degli occhiali), oltre 300 mila euro di denaro contante e oltre 1 milione di euro di crediti che la società vantava nei confronti dei propri clienti.



