I dati di Federalberghi evidenziano 29,1 milioni di presenze nei primi sei mesi del 2026. Il presidente Schiavon: “Il comparto è un’industria trainante, servono politiche d’investimento adeguate”
Il settore turistico del Veneto registra una performance positiva nella prima metà del 2026, consolidando la propria posizione nel panorama nazionale. Secondo i dati elaborati da HBenchmark per Federalberghi Veneto, nei primi sei mesi dell’anno la regione ha contabilizzato 29.086.470 presenze (+1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025) e 9.852.788 arrivi (+0,6%), con una permanenza media salita a 2,95 giorni. La componente estera costituisce circa il 70% della domanda complessiva, evidenziando una crescita del 3,1% trainata principalmente da Germania (6,5 milioni di presenze), Austria (1,6 milioni) e Stati Uniti (1,5 milioni).
L’andamento dei vari territori evidenzia un incremento marcato per l’area lacustre (+7,3% di presenze), seguita dalla montagna (+1,6%) e dalle città d’arte (+1%), a fronte della sostanziale stabilità del comparto balneare (-0,3%) e di una flessione nel settore termale (-3,5%). Sotto il profilo ricettivo si osserva una polarizzazione della domanda verso il segmento di alta gamma, con un incremento del 5,2% negli alberghi a 5 stelle e del 3,1% nei 3 stelle. Per il ponte di Ferragosto le stime indicano tassi di occupazione medi dell’82,9% sul lago, dell’82,6% al mare e dell’81,2% in montagna. I dati relativi al mese di settembre mostrano inoltre un allungamento della stagione, con un aumento delle prenotazioni in montagna (+16 punti percentuali rispetto al 2025), al mare (+5 punti) e sul lago (+5 punti).
“I risultati del primo semestre e le proiezioni estive confermano che il turismo rappresenta un pilastro dell’economia regionale”, ha dichiarato Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto. “La diversificazione dell’offerta e la tenuta dei flussi internazionali hanno consentito di assorbire l’impatto delle avversità meteorologiche registrate a giugno. L’incremento delle presenze a settembre dimostra un progressivo consolidamento del fenomeno della destagionalizzazione”.
“L’estensione della stagione turistica contribuisce alla stabilità delle imprese e dell’occupazione sul territorio”, ha concluso Schiavon. “Per mantenere questa competitività occorre considerare il turismo una priorità industriale, programmando interventi su infrastrutture, mobilità, formazione e promozione sui mercati esteri”.
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