Decisa la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e le attività di trasporto, le associazioni: “Silenzio assordante dell’esecutivo”
Il mondo degli autotrasporti è pronto a fermarsi. Le principali associazioni di categoria, dopo settimane di richieste al Governo senza risposta, hanno preso la decisione di proclamare uno sciopero attorno al 20 Maggio.
Nel comunicato stampa congiunto sono rivelati i motivi alla base della mobilitazione: “Ci sono l’aumento dei costi operativi, la volatilità dei prezzi dell’energia la compressione dei margini e gli squilibri nei rapporti di filiera, ma soprattutto l’assenza della politica“.
Un segnale forte era già arrivato durante una precedente assemblea a Padova, dove molte aziende avevano ammesso di non riuscire più a sostenere i costi. A pesare anche il decreto carburanti entrato in vigore a Marzo, che prevedeva 100 milioni di euro di credito d’imposta per il settore. Risorse annunciate ma che risultano ancora indisponibili, mentre le imprese continuano a lavorare.
Le conseguenze del fermo rischiano di essere pesanti, soprattutto in una regione come il Veneto, snodo chiave della logistica. Qui operano oltre 5 mila aziende e circa l’85% delle merci viaggia su gomma.
“La nostra posizione è cristallina: attendiamo velocemente un incontro con il Governo, non abbiamo intenzione di arretrare di un solo millimetro fintanto che non sarà ripristinata l’agevolazione per l’autotrasporto in materia di riduzione delle accise sul gasolio commerciale” afferma Michele Varotto, presidente di Confartigianato Trasporti Veneto.
Alessandra Moro di CNA Fita Veneto esprime forte rammarico e delusione “Anziche’ dover necessariamente arrivare a questo punto avrei preferito un intervento delle istituzioni. Nelle settimane scorse abbiamo lanciato come Associazioni di categoria diverse grida d’allarme. Le istituzioni avrebbero dovuto intervenire in maniera concreta. Si arrivera’ allo sciopero, ma la cosa davvero preoccupante e’ che molte aziende artigiane, che han resistito fino ad ora, si potrebbero fermare ben prima, per l’assenza di risorse finanziarie. E’ uno scenario davvero preoccupante perche’ questa tipologia di aziende sono alla base del nostro settore.”


