L’assessore Venturini scrive al Ministero dell’Ambiente: “Servono dati condivisi e un confronto reale con chi conosce il territorio”
La Regione Veneto alza la voce contro il nuovo Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali. A esprimere le perplessità del territorio è l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, che parla di criticità diffuse legate alle nuove mappe di rischio idraulico.
Secondo l’assessore, le osservazioni arrivano da numerosi soggetti coinvolti nella gestione del territorio. “Stiamo raccogliendo le istanze, le segnalazioni e le necessità di sindaci, consorzi di bonifica, geni civili, ordini professionali e strutture regionali che lamentano che le nuove mappe proposte, che la Regione Veneto peraltro non ha voluto votare, stanno creando difficoltà”, spiega Venturini.
Al centro delle contestazioni ci sono le modalità con cui sono state elaborate le nuove cartografie e le possibili ricadute per enti locali, cittadini e attività di pianificazione territoriale. “È necessario un sistema basato su modelli scientifici condivisi e verificabili. Gli errori del Piano e i costi degli aggiornamenti delle mappe non possono essere scaricati su Comuni e privati cittadini”, afferma l’assessore.
La Regione teme che un confronto insufficiente con gli enti che operano quotidianamente nella prevenzione del rischio idraulico possa generare conseguenze concrete sul territorio. “Un confronto non adeguato con il territorio e con gli enti porta con sé difficoltà e potenziale paralisi anche di interventi di messa in sicurezza nel territorio”.
Venturini precisa comunque che la necessità di garantire elevati standard di sicurezza non è in discussione. “Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la massima sicurezza idraulica, ma la sicurezza si costruisce attraverso il confronto, la trasparenza dei dati e il coinvolgimento di chi conosce il territorio”.
Per questo motivo la Regione ha deciso di portare la questione all’attenzione del Governo. “Abbiamo interpellato il ministero dell’Ambiente facendoci interpreti di queste istanze presso il Ministro Pichetto Fratin proprio per intervenire nel modo più adeguato, concreto e rapido possibile”, conclude l’assessore.


