Oltre 2,5 milioni di euro di fondi nazionali destinati ai territori in cui vivono comunità friulane, ladine e germanofone
La Regione del Veneto investe sulle proprie radici culturali e linguistiche. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Minoranze linguistiche Marco Zecchinato, ha approvato un nuovo bando destinato ai territori in cui vivono comunità friulane, ladine e germanofone.
Sul piatto ci sono oltre 2,5 milioni di euro di fondi nazionali, che saranno assegnati a progetti presentati da Comuni, Camere di Commercio e Aziende sanitarie attive nelle aree riconosciute per la tutela di queste minoranze, comprese le comunità cimbre.
“Il Veneto è uno straordinario mosaico di lingue e culture che rappresentano le nostre radici più profonde – sottolinea Zecchinato -. Con questo provvedimento vogliamo fare in modo che il ladino, il friulano e le lingue delle popolazioni germaniche restino lingue vive, usate ogni giorno e trasmesse alle nuove generazioni”.
Il bando punta in particolare sulle attività culturali, a cui sarà destinato il 60% delle risorse: corsi, laboratori, pubblicazioni, festival e progetti nelle scuole. Un ulteriore 30% finanzierà invece gli sportelli linguistici, strumenti che consentono ai cittadini di utilizzare la propria lingua madre nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Tra gli interventi previsti anche il recupero della toponomastica in lingua minoritaria e iniziative di formazione scolastica, con l’obiettivo di rafforzare la presenza quotidiana di queste lingue nella vita pubblica.
“La scelta della Regione arriva in un momento in cui molte minoranze linguistiche storiche rischiano un progressivo indebolimento, soprattutto tra i più giovani – precisa l’assessore -. Per questo il nuovo piano regionale punta non soltanto alla conservazione, ma anche alla trasmissione quotidiana delle lingue locali nei servizi pubblici, nella scuola e nelle attività culturali”.
L’obiettivo è chiaro: non limitarsi a preservare un patrimonio culturale, ma renderlo vivo e attuale, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni.
Gli enti interessati dovranno presentare domanda entro il 30 aprile 2026 utilizzando la modulistica disponibile sul portale della Regione dedicato alle minoranze linguistiche.


