Il cuneo salino avanza di 20 km nell’entroterra costringendo alla chiusura dei prelievi. La presidente Taschini (Consorzio Bonifica): “Misure d’emergenza fondamentali, ora ansia per il riso”
Situazione di massimo allarme per la crisi idrica nel Delta del Po, dove la portata del fiume alla sezione di Pontelagoscuro è precipitata fino a 206 metri cubi al secondo, puntando verso la soglia critica dei 200 mc/s. L’incursione del cuneo salino ha ormai circondato l’unità territoriale di Porto Tolle, spingendosi per circa 20 chilometri nell’entroterra e costringendo il Consorzio di Bonifica Delta del Po a sospendere le derivazioni irrigue.
Nonostante il quadro drammatico descritto dall’osservatorio permanente del fiume Po, le manovre emergenziali condotte dai tecnici consortili con pompe, bypass e turnazioni hanno consentito di salvare la stagione agricola, portando a maturazione le colture principali proprio all’avvio dei primi raccolti. Rimane invece forte la preoccupazione per le coltivazioni di riso, non ancora giunte a maturazione e dipendenti dalle scarse scorte residue della rete idrica.
“Dopo la grande siccità del 2022 assistiamo di nuovo al collasso di questo territorio”, ha evidenziato il direttore del Consorzio di Bonifica, Rodolfo Laurenti. “Porto Tolle e Polesine Camerini sono ormai ridotte a isole circondate dal mare che lambisce Taglio di Po e Porto Viro”.
“L’agricoltura è sopravvissuta grazie al lavoro chirurgico del nostro personale”, ha spiegato la presidente del Consorzio, Virginia Taschini. “Ora le attenzioni sono tutte rivolte alle risaie: il riso dovrà fare affidamento sulla pochissima acqua in circolazione nella rete consortile, nella speranza di piogge che al momento non si vedono”.
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