Gli agricoltori di Teolo denunciano danni ingenti prima del raccolto. Coldiretti Padova chiede alle istituzioni interventi continui per contenere gli animali
Con il ritorno del caldo estivo si rinnova l’allarme per l’invasione dei cinghiali sui Colli Euganei, dove interi branchi stanno prendendo d’assalto le coltivazioni a ridosso della vendemmia. A fare le spese delle continue razzie sono soprattutto i vigneti di uva ormai matura e i frutteti della zona, con danni che rischiano di dimezzare il raccolto stagionale di molte aziende agricole.
Le testimonianze raccolte sul territorio raccontano di una situazione arrivata al limite della tenuta economica. A Teolo, diversi produttori segnalano che neanche le recinzioni di oltre un metro d’altezza o i cavi elettrificati riescono più a fermare gli esemplari di taglia maggiore, capaci di superare le barriere fisiche e distruggere oltre un quintale d’uva in una sola notte, radendo al suolo anche alberi da frutto piantati da anni. Oltre all’impatto economico si aggiunge il problema della sicurezza pubblica, legato al rischio di incidenti stradali e dissesti del terreno.
Di fronte a questa escalation, Coldiretti Padova è tornata a sollecitare le istituzioni regionali e locali per rafforzare le misure di contrasto. “I nostri imprenditori continuano ad essere in balia dei cinghiali”, dichiara il presidente Roberto Lorin, spiegando che gli sforzi sostenuti finora dagli agricoltori non bastano a fermare l’impatto della fauna selvatica.
Pur riconoscendo l’efficacia delle ultime attività di contenimento previste dal piano regionale, l’associazione di categoria chiede che il monitoraggio non si fermi. “Servono azioni ancora più efficaci e soprattutto continue e di maggiore intensità”, conclude Lorin, chiedendo risorse adeguate e procedure burocratiche più snelle per tutelare il lavoro delle imprese agricole locali.
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