Annunciato un tavolo di lavoro per semplificare le procedure sulla manutenzione del territorio dopo l’appello dell’Associazione Colline Unesco
Dopo le criticità sollevate sull’iter burocratico per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e l’appello lanciato dalla presidente dell’Associazione Colline Unesco Marina Montedoro, interviene l’assessore regionale all’Ambiente della Regione Veneto, Elisa Venturini, per fare chiarezza su competenze e possibili soluzioni.
“Le preoccupazioni espresse dal territorio sono comprensibili – afferma l’assessore – ed è necessario distinguere: da un lato i grandi eventi franosi e di dissesto, dall’altro le piccole situazioni che richiedono interventi di manutenzione più ridotti e diffusi”.

Per quanto riguarda le frane di maggiore entità, Venturini ricorda che oggi il quadro normativo è definito soprattutto a livello statale. “Sugli eventi impattanti – spiega – i margini di intervento diretto delle Regioni sono attualmente limitati, perché il quadro normativo è nazionale. Tuttavia, proprio la gestione di queste materie rientra tra le competenze che potrebbero essere attribuite alle Regioni nell’ambito dell’autonomia differenziata, consentendo in prospettiva una maggiore capacità di intervento anche su questi fenomeni”.
Diversa, invece, la situazione per gli interventi di manutenzione e prevenzione di minore entità, per i quali – secondo l’assessore – è possibile lavorare fin da subito per rendere le procedure più rapide. “È proprio su questo fronte – prosegue Venturini – che la Regione Veneto intende muoversi. Per questo avvieremo un tavolo di lavoro con i soggetti del territorio e con le attività produttive interessate”.
L’obiettivo del tavolo sarà quello di definire in modo chiaro le diverse tipologie di intervento, distinguendo i grandi eventi di dissesto, che restano legati a competenze nazionali, dagli interventi di manutenzione minore. “Una volta definita questa distinzione – aggiunge l’assessore – sarà possibile lavorare per semplificare le procedure relative agli interventi più piccoli, rendendo più rapide e snelle le autorizzazioni e alleggerendo il carico burocratico che oggi coinvolge anche strumenti come VIA, VAS e VINCA per opere di entità limitata”.
“L’obiettivo è permettere interventi più tempestivi sul territorio, mantenendo al tempo stesso le necessarie garanzie ambientali e amministrative”, conclude Venturini.



