Migliora la situazione idrica grazie alle piogge di giugno, ma restano aree critiche. La Regione mantiene alta l’attenzione e convoca un nuovo monitoraggio a fine mese
Con l’arrivo della prima intensa ondata di caldo dell’estate, che nel prossimo fine settimana e nei primi giorni della settimana successiva porterà le temperature fino a 35 gradi, la Regione Veneto rafforza il monitoraggio delle risorse idriche per valutare gli effetti delle alte temperature su fiumi, laghi, falde e serbatoi.
L’attività di controllo viene svolta in collaborazione con Arpav e prevede aggiornamenti ogni quindici giorni per seguire costantemente l’evoluzione della situazione idrologica regionale. Un nuovo incontro di verifica è già stato programmato per il 30 giugno, quando saranno disponibili i dati successivi al previsto picco di calore.
I segnali che emergono dalle ultime rilevazioni sono incoraggianti. Le piogge cadute nella prima parte di giugno, in particolare nel bacino del Piave e nelle aree pedemontane, hanno consentito una parziale ripresa delle riserve d’acqua rispetto alla situazione registrata alla fine di maggio.
Per valutare lo stato delle risorse idriche, Arpav utilizza il sistema dei percentili, uno strumento statistico che confronta i dati attuali con quelli storici. Un valore vicino al 25° percentile indica, ad esempio, che solo in un quarto degli anni passati si sono registrate condizioni peggiori, mentre nel restante 75% i livelli erano superiori.
La situazione in Veneto
A metà giugno i principali serbatoi del bacino del Piave mostrano una situazione positiva, con volumi stabili e vicini al 75° percentile. Anche il serbatoio del Corlo, nel bacino del Brenta, presenta valori analoghi e in lieve crescita. Il Lago di Garda, dopo l’aumento registrato nelle scorse settimane e un successivo leggero calo, si mantiene su livelli intermedi tra il 25° percentile e la mediana storica.
“La situazione è indubbiamente migliorata rispetto a fine maggio”, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Elisa Venturini. “È innegabile che questo sollievo sia stato provvidenziale; in sua assenza, ci saremmo trovati di fronte a uno scenario decisamente critico”.
L’analisi tecnica evidenzia anche una buona ricarica delle falde nella parte orientale della pianura veneta. Restano però alcune zone particolarmente delicate, soprattutto nell’alta pianura vicentina, dove le precipitazioni non hanno ancora prodotto effetti significativi e i livelli delle falde continuano a collocarsi sotto il 5° percentile.
In miglioramento anche le portate dei corsi d’acqua. Nel bacino montano del Piave i valori si sono allontanati dai minimi storici registrati a fine maggio e si attestano ora attorno o al di sopra del 25° percentile. Segnali positivi arrivano anche da diversi fiumi di pianura, mentre l’Adige si mantiene sopra il 25° percentile. Più preoccupante la situazione del Po, che continua a registrare valori vicini al 5° percentile.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sistema idrico regionale riuscirà a reggere l’impatto del caldo intenso previsto dai meteorologi. “Le ultime precipitazioni hanno un po’ fatto aumentare la riserva e adesso speriamo che il caldo dei prossimi giorni non ci riporti al punto di partenza”, aggiunge l’assessore Venturini. “Nonostante il leggero miglioramento, non c’è da fare allarmismo ma da mantenere molto alto il livello di attenzione. Resta fondamentale utilizzare la risorsa idrica con estrema attenzione”.
Per questo la Regione continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione alle aree più vulnerabili e ai principali bacini idrici del Veneto, in una fase dell’anno in cui l’aumento delle temperature e dei consumi può mettere rapidamente sotto pressione le riserve disponibili.



