Calano le badanti e si allungano le liste per un posto in RSA. Le Civiche Venete chiedono alla Regione un intervento urgente per potenziare i servizi territoriali e sostenere chi assiste i familiari
I recenti dati sulle difficoltà dell’assistenza agli anziani in Veneto riaprono il dibattito sulla tenuta del sistema sociale regionale. Il calo di 3.000 badanti in tre anni e la presenza di circa 9.000 persone in attesa di un posto nelle RSA descrivono un quadro di forte pressione per le comunità locali, dove sempre più famiglie si trovano a gestire da sole il carico della non autosufficienza.
Sulla questione è intervenuta Rossella Cendron, capogruppo consiliare de Le Civiche Venete, richiamando l’attenzione sulle conseguenze quotidiane di queste carenze. “Dietro questi dati non ci sono statistiche, ma volti, storie, figli costretti a rinunciare al lavoro e persone fragili che aspettano risposte”, ha osservato la consigliera, ponendo l’accento sul sacrificio sostenuto in gran parte dalle donne per garantire la cura dei parenti.
Secondo la rappresentante dell’opposizione, per fermare la fuga dal settore dell’assistenza familiare servono maggiori sostegni economici e percorsi formativi dedicati. Allo stesso modo, viene ritenuta urgente una riorganizzazione della ricettività per gli anziani. “Le liste d’attesa sono ormai incompatibili con i bisogni reali della popolazione”, ha sottolineato Cendron, spiegando che l’ipotesi di collaborare con privati accreditati può servire a tamponare le emergenze, ma non sostituisce la necessità di potenziare l’assistenza domiciliare e la rete dei servizi diffusi sul territorio.
Da qui la richiesta indirizzata all’amministrazione regionale di superare gli interventi saltuari per definire una strategia di ampio respiro. “È arrivato il momento di costruire un vero Piano regionale per la non autosufficienza che metta insieme sanità, sociale, Comuni e Terzo settore”, ha concluso la capogruppo, garantendo che il movimento continuerà a sollecitare la Giunta per fare del supporto ai caregiver una priorità della politica veneta.


