Nella provincia di Belluno scoperture fino all’80% negli organici di Prefettura, Questura, Tribunale, Inps e Motorizzazione. Il sindacato chiede nuove assunzioni e il riconoscimento della provincia come sede disagiata.
La carenza di personale negli uffici periferici dello Stato rischia di mettere in difficoltà il funzionamento dei servizi pubblici nella provincia di Belluno. A lanciare l’allarme è la Cisl Fp Belluno Treviso, che denuncia scoperture di organico comprese tra il 40 e l’80% in numerose amministrazioni, tra cui Prefettura, Questura, uffici giudiziari, Motorizzazione civile, Inps ed ex Provveditorato agli Studi.
La situazione più critica riguarda la Questura di Belluno. Attualmente la scopertura del personale civile è del 51%, ma entro la fine dell’anno, con i pensionamenti già previsti, potrebbe arrivare al 68%. Su un organico di 31 dipendenti ne rimarranno infatti in servizio soltanto dieci, senza un adeguato ricambio e senza il tempo necessario per trasferire competenze ed esperienza ai nuovi assunti.
Criticità anche alla Prefettura, dove la scopertura passerà dall’attuale 62% al 64%, con appena 20 dipendenti operativi a fronte dei 56 previsti dalla pianta organica.
“Siamo di fronte a una situazione che non può più essere considerata emergenziale, ma strutturale, e che rischia di portare l’intero sistema al collasso – afferma Angelo Costanza della Cisl Fp Belluno Treviso –. Gli uffici stanno continuando a garantire i servizi solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, che si trovano a svolgere mansioni equivalenti a quelle di tre persone, con carichi di lavoro insostenibili e crescenti responsabilità amministrative, in condizioni di notevole stress fisico e psicologico: il rischio di un progressivo blocco delle attività è tutt’altro che remoto”.
Per affrontare l’emergenza, il 17 giugno la Cisl Fp Belluno Treviso ha incontrato il questore di Belluno, chiedendo al Ministero dell’Interno un piano di interventi immediati per rafforzare gli organici attraverso nuove assunzioni, concorsi e procedure di mobilità che consentano di coprire rapidamente i posti vacanti.
Secondo il sindacato, potrebbe essere utile anche favorire il trasferimento volontario di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche del territorio verso gli uffici che registrano le maggiori carenze, con il consenso degli enti interessati. Misure che, tuttavia, da sole non sarebbero sufficienti a risolvere il problema.
Per la Cisl Fp il nodo principale resta infatti la scarsa attrattività della provincia di Belluno. Le caratteristiche del territorio montano, le distanze, lo spopolamento, la ridotta presenza di servizi, le difficoltà negli spostamenti e il costo sempre più elevato delle abitazioni scoraggiano molti dipendenti assegnati in provincia, che spesso chiedono il trasferimento non appena ne hanno la possibilità.
“Per questo – sottolinea Costanza – chiediamo che il ministero dell’Interno riconosca Belluno come sede disagiata, come peraltro già stabilito da ben due leggi della Regione, certificando la peculiarità di unica provincia interamente montana del Veneto. A questo dovrebbe affiancarsi un’indennità specifica legata al disagio e all’elevata responsabilità operativa, al fine di incentivare la permanenza del personale e di garantire continuità ai servizi. Difendere gli uffici dello Stato significa garantire ai cittadini il diritto ad avere istituzioni presenti, efficienti e vicine al territorio. La Cisl Fp continuerà a lavorare per promuovere un dialogo costruttivo e mirato con tutti gli attori istituzionali e locali che abbiano a cuore le problematiche della comunità bellunese e delle persone che vi lavorano, cercando soluzioni concrete per superare questa crisi gravosa”.



