Stamane davanti alla corte d’Assise di Venezia la richiesta di condanna da parte del pm nei confronti di Filippo Turetta, colpevole della morte di Giulia Cecchettin
Aveva presenziato già alla seconda udienza, dopo essere mancato alla prima: questa mattina Filippo Turetta è di nuovo presente in aula per la terza udienza del processo che lo vede colpevole del femminicidio dell’ex fidanzata, Giulia Cecchettin, uccisa brutalmente con 75 coltellate. A rappresentare in aula la famiglia Cecchettin ci sono lo zio e la nonna, Carla Gatto. Assente invece il padre di Giulia, Gino Cecchettin, impegnato con la Fondazione Giulia, in una giornata dalla duplice valenza: oggi, 25 novembre, è infatti la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma anche il giorno in cui si conoscerà la richiesta di condanna che porrà la parola fine a uno dei casi di femminicidio più atroci avvenuti negli ultimi anni in Italia.
Femminicidio Cecchettin, oggi la requisitoria: ipotesi di ergastolo per Turetta
Si sta tenendo proprio in questo momento infatti la requisitoria, davanti alla corte d’Assise di Venezia, presieduta da Stefano Manduzio, con cui il pm Andrea Petroni chiederà la condanna di Turetta, omicida reo confesso di Giulia Cecchettin, che rischia l’ergastolo: il 23enne deve rispondere di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà ed efferatezza, cui si aggiungono stalking, sequestro di persona, occultamento di cadavere e porto d’armi continuato.
Dopo il pm toccherà parlare ai legali delle parti civili, ovvero il padre di Giulia, i due fratelli Elena e Davide, la nonna e lo zio. La sentenza, una volta sentita l’arringa della difesa, è prevista per il 3 dicembre prossimo.


