Padova, i dati forniti dai carabinieri evidenziano un aumento dei casi denunciati per violenza contro le donne
Nel periodo tra gennaio e ottobre 2024, l’Arma dei carabinieri ha registrato un incremento significativo di arresti, denunce e misure cautelari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel dettaglio, sono state arrestate 151 persone, quasi il triplo rispetto al 2023, e denunciate in stato di libertà 514 persone (+35%). Particolarmente rilevanti i dati sui reati da “Codice Rosso“, che vedono un aumento delle misure cautelari non custodiali, come l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento: 114 i provvedimenti emessi, un balzo del 612% rispetto all’anno scorso. Inoltre, l’utilizzo dei braccialetti elettronici per controllare gli abusanti è passato da 46 a 123 unità nel corso dell’anno.

L’Arma dei Carabinieri, insieme a enti locali e associazioni come il Centro Veneto Progetti Donna e la Fondazione Giulia Cecchettin, sta portando avanti un programma di incontri nelle scuole del territorio per sensibilizzare circa 1.000 studenti sul tema della violenza di genere. Attraverso un approccio multidisciplinare, i giovani vengono educati a riconoscere i segnali di abuso e ad affrontarli con gli strumenti giusti. Prossimi appuntamenti sono previsti a Piove di Sacco (23 novembre) e Montagnana (28 novembre), coinvolgendo altri 400 studenti.
Domenica 24 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, saranno allestiti dei Gazebo Infopoint nei principali comuni della provincia. Qui i cittadini potranno ricevere materiale informativo, consigli utili e contatti per i centri antiviolenza locali, con l’obiettivo di promuovere la prevenzione e incoraggiare le vittime a rompere il silenzio.
I gazebo dell’Arma saranno presenti nei seguenti luoghi:
- Padova, in Piazza della Frutta
- Abano Terme, Viale delle Terme
- Cittadella, in Piazza Duomo
- Este, in Piazza Maggiore
- Montagnana, in Piazza Duomo
Il 25 novembre, per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, le caserme di vari Comandi della provincia di Padova saranno illuminate di arancione per la campagna “Orange the World”. Lo stesso giorno, due nuovi computer saranno consegnati per l’audizione delle vittime di violenza presso la sede provinciale di Padova, con la partecipazione delle autorità locali, a supporto delle donne e minori vittime di abusi.
Le donne vittime di violenza sono spesso in balia di quella che nel 1983 Leone Walker aveva definito come il “ciclo della violenza”
Tale ciclo si articola in tre fasi:
– la costruzione della tensione– nella prima fase della violenza, il maltrattante esercita controllo attraverso l’isolamento sociale della partner e comportamenti denigratori, accompagnati da minacce di violenza fisica. La violenza, una volta scatenata, mira a mantenere il dominio. La donna, cercando di calmare il partner, crede erroneamente di poter controllare la sua ostilità adattando il proprio comportamento.
– l’esplosione della violenza (o escalation)– durante questa fase si manifesta l’episodio di violenza, che può includere aggressioni fisiche e sessuali per affermare il potere dell’uomo. La violenza genera paura e confusione nella partner, che può reagire fuggendo, contrattaccando o sopportando gli abusi. La donna spesso prova un senso d’impotenza, dato che ogni tentativo di fermare la violenza è fallito, portandola a una costante paura per la propria vita.
-la fase della “falsa riappacificazione”– La fase di falsa riappacificazione nelle relazioni violente vede il partner abusante pentirsi e promettere cambiamenti, alternando questo atteggiamento all’attribuzione della colpa alla vittima o a cause esterne. Questa dinamica trattiene la donna nella relazione, creando un ciclo di violenza che si ripete finché non interviene un aiuto esterno.
Nel 2024, la provincia di Padova è stata teatro di episodi drammatici, come il femminicidio di Sara Buratin a Bovolenta e il caso di stalking culminato in sequestro di persona a Borgoricco. Questi eventi sottolineano la necessità di un intervento strutturato e tempestivo per tutelare le donne e perseguire i colpevoli.
L’Arma adotta un approccio basato sulle “4P” della Convenzione di Istanbul: Prevenzione dei reati, Perseguimento dei colpevoli, Protezione delle vittime e promozione di Politiche integrate. Questo modello prevede un’azione coordinata con i centri antiviolenza, le autorità giudiziarie e i servizi sociali, garantendo un’assistenza personalizzata e completa alle vittime.
L’Arma dei carabinieri applica le “4P” della Convenzione di Istanbul: Prevenzione, Perseguimento, Protezione delle vittime e Politiche integrate, collaborando con centri antiviolenza e servizi sociali. Iniziative come “Una stanza tutta per sé“, il dispositivo “Mobile Angel” per le vittime di stalking e il “Violenzametro” online rafforzano il supporto alle donne vittime di violenza.
Dal 2009, l’Arma ha istituito una Sezione Atti Persecutori per studiare il fenomeno e formare il personale sul campo. Ogni anno vengono organizzati corsi specialistici per i carabinieri, mentre nelle scuole si svolgono giornate di sensibilizzazione con psicologi e operatori del settore.
Attraverso il numero di emergenza 112 e il servizio 1522, l’Arma dei carabinieri invita le vittime di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica a non restare in silenzio. I Centri Antiviolenza offrono supporto legale, psicologico ed economico, con l’obiettivo di aiutare le donne a ritrovare sicurezza e dignità.



