Tra favorevoli e contrari, la proposta di Brunetta su un’impianto nucleare di quarta generazione nel polo industriale veneziano fa discutere
Continua a far parlare l’opzione di fare di Marghera un centro per la produzione di energia nucleare per tutta Italia. E così, dopo Martella e Zanella, l’attenzione sul tema è anche del Presidente dell’Intergruppo Lega – LV, Alberto Villanova, che interviene sulla proposta avanzata dal presidente della Fondazione Venezia Sostenibile, Renato Brunetta, di costruire un impianto di quarta generazione nel polo industriale veneziano, in maniera ferma: l’idea è buona ma, in linea con gli slogan leghisti, prima i veneti.
“L’ipotesi di utilizzare Marghera come sede per energia nucleare è molto interessante e merita di essere approfondita. Ma che nessuno pensi già di utilizzare il Veneto come miniera energetica per il resto del Paese – sbotta Villanova -. La nostra terra dà già molto di più di quanto riceve. E di certo, il Veneto non è come la Presidente Todde: green ed ecologista quando si parla degli altri, contro l’eolico quando le pale devono essere costruite in Sardegna”.

“È inutile parlare di energie alternative o riduzione dei fossili senza pensare a fonti energetiche sicure ma diverse da quelle tradizionali – continua il capogruppo leghista in Consiglio regionale -. Il territorio però dove eventuali insediamenti dovessero trovare sede, ha il sacrosanto diritto ad essere adeguatamente ricompensato. Una centrale nucleare di fronte alla città più bella al mondo è qualcosa di tanto sfidante quanto complesso. Serviranno studi ed approfondimenti adeguati, ma senza dubbio servirà anche una adeguata compensazione per i Veneti! Non intendiamo esporci per dare corrente agli altri”.
Il PD di Martella: “Arma di distrazione di massa sul fallimento dell’amministrazione Brugnaro”
Nessun commento, da parte di Villanova, alla collocazione dell’impianto, che fa invece discutere il Partito Democratico. “La proposta di una centrale nucleare a Marghera è un’arma di distrazione di massa sul fallimento dell’amministrazione Brugnaro a pochi km dalla Basilica di San Marco, a ridosso di un centro abitato e per di più in un ambiente unico come la laguna – aveva già affermato schiettamente nelle scorse settimane il senatore e segretario regionale del PD Veneto, Andrea Martella -. Il dibattito sul nucleare, sia in Veneto sia in tutta Italia, è al momento solo retorico e lontano da risultati concreti. Sia per quanto riguarda la fusione, tecnologia innovativa e interessante su cui sono al lavoro anche tanti centri di ricerca veneti e nazionali, sia per il nucleare di IV generazione ancora in fase sperimentale. In poche parole se fosse la cosa giusta la vedremo tra decenni”.

“Ma il nucleare non lo è nemmeno da un punto di vista economico per le nostre bollette – aveva proseguito Martella -: se è infatti vero che molti paesi hanno importanti quote di energia elettrica prodotta per via nucleare, non è vero che stiano allestendo un rilancio significativo di questa fonte. Questo non perché sia stata fermata – come in Italia, Austria, Svezia – da referendum, né solo per motivazioni legate alla sicurezza degli impianti e del ciclo nucleare, ma per i costi. La struttura dei costi del kilowattora nucleare è infatti particolare rispetto a quello di altre fonti. Incide molto la costruzione degli impianti, relativamente poco la gestione e il costo del combustibile, tantissimo lo smantellamento e la chiusura del ciclo, con la messa in sicurezza delle scorie. Il solo impianto non definitivo per le scorie ad alta attività in costruzione in Francia, a Bure, costa oltre 15 miliardi di euro. E nel nostro Paese manca ancora il deposito nazionale e non è stata assunta alcun decisione circa la sua collocazione“.
“La strada maestra è, al contrario, segnata dalle rinnovabili per ridurre emissioni e garantirci vera indipendenza energetica – aveva concluso il senatore dem -. È poi inaccettabile che Marghera venga considerata, ancora una volta in modo estemporaneo, un ‘sito-discarica’ dove collocare tutto ciò che è pericoloso e sgradito. Il suo futuro passa invece per un rilancio vero delle attività produttive, come previsto dai piani della ZLS, e del lavoro con tecnologie che guardano al futuro. Oltre ad essere un ottimo sito per grandi impianti di fotovoltaico con i relative centrali per l’idrogeno verde. Progetti veramente green, non inquinanti, tecnologicamente avanzati e che abbassano le bollette di cittadini e imprese”.
Zanella: “Per Alleanza Verdi Sinitra una proposta ridicola e mostruosa”
“Una proposta ridicola e mostruosa al tempo stesso”, l’aveva invece definita la capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Luana Zanella.

“La sortita di Brunetta desta preoccupazione vista la propensione nuclearista e avventuriera, priva come è di basi scientifiche, di questo governo. L’alternativa è semplice, poco costosa e democratica, le fonti energetiche rinnovabili, ma il ministro dell’ ambiente preferisce impantanarsi nell’ avventura oscura dei cosiddetti minireattori nucleari di cui esistono solo prototipi costosissimi e non realizzabili prima di dieci e più anni”.



