Da giugno la Regione Veneto è “Regional Innovation Valley (RIV)”, ora si passa alla pratica. Marcato: “La capacità di fare innovazione e ricerca come leva importante di crescita sociale ed economica”
Era stato ricevuto ancora lo scorso giugno, ma si passa ora alla parte pratica: la Regione Veneto, riconosciuta dalla Commissione Europea quale “Regional Innovation Valley (RIV)”, ha infatti autorizzato negli ultimi giorni il Direttore dell’Area Politiche economiche, Capitale umano e Programmazione comunitaria, il dottor Santo Romano, all’adempimento delle attività necessarie per la realizzazione delle azioni di comunicazione, promozione e attuazione dell’iniziativa.
“Il riconoscimento ottenuto lo scorso giugno dal Veneto ha messo in evidenza il grande lavoro portato avanti nel campo di ricerca e innovazione – ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, che ha seguito l’intero iter –. Abbiamo destinato al settore risorse significative, stretto collaborazioni sempre più solide con università, centri di ricerca e laboratori perché abbiamo la convinzione che la capacità di fare innovazione e ricerca è una leva importante di crescita sociale ed economica. Abbiamo dato vita alle reti innovative regionali per sostenere le nostre imprese, micro e piccole per la maggior parte, proprio nel campo della ricerca. E ora siamo felici di avere nuove opportunità da sfruttare per effetto del riconoscimento conferito dalla Commissione Europea”.

Il riconoscimento “Regional Innovation Valley (RIV)”
Sono ben 151 le regioni riconosciute lo scorso 19 giugno dalla Commissione europea come valli regionali dell’innovazione (RIV), nell’ambito della nuova agenda europea per l’innovazione (NEIA) e, tra queste, vi è anche il Veneto.
Le RIV sono impegnate a rafforzare le loro politiche di innovazione e gli investimenti, concentrandosi sulle sfide cui deve far fronte l’UE. Tra queste figurano la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, l’aumento della sicurezza alimentare globale, la padronanza della trasformazione digitale (compresa la cibersicurezza), il miglioramento dell’assistenza sanitaria e l’aumento della circolarità. La Regione Veneto, in seguito di un articolato processo di selezione delle regioni candidate in 2 fasi, è stata selezionata per il tema dell’“achieving circularity”.
“Ampliando la cooperazione basata sulla specializzazione intelligente – aveva spiegato in occasione del conferimento dei riconoscimenti RIV Elisa Ferreira, commissaria europea per la Coesione e le riforme -, le regioni interconnesse, comprese quelle meno sviluppate, saranno meglio attrezzate per rafforzare i risultati complessivi dell’Europa in materia di innovazione, colmando nel contempo il divario esistente in materia di innovazione”.
“Si tratta di una tappa importante nel progresso della nuova agenda europea per l’innovazione“, aveva commentato anche Iliana Ivanova, commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani.
Ed è proprio così: con questo riconoscimento, infatti, nei prossimi anni la Regione Veneto potrà essere coinvolta in via privilegiata in una serie di iniziative europee, finalizzate a sfruttare i vantaggi derivanti dalla collaborazione interregionale nell’ambito dell’innovazione e dell’economia circolare.
Accettati quindi i “Termini e condizioni d’uso” predisposti dalla Commissione europea, ora si passa alla pratica.



