Il capogruppo del Pd contesta il metodo scelto dal Governo per ridurre le tasse agli italiani
Il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, commenta la decisione del Governo Meloni sull’esenzione del bollo auto e moto dal 2027.
“Alla faccia di autonomia e intese: il Governo, per pura propaganda elettorale, toglie un’imposta che rappresenta una delle colonne portanti delle entrate proprie regionali creando così una grande incognita sulla tenuta dei servizi per i cittadini veneti. Si tratta di un gioco di prestigio dagli effetti speciali ma che può generare un effetto boomerang. Il presidente Alberto Stefani era al corrente di questo blitz di Palazzo Chigi o ha scoperto della misura a cose fatte”.

“Il bollo automobilistico rappresenta una risorsa fondamentale e diretta per le Regioni, destinata alla gestione dei trasporti, delle infrastrutture e dei servizi essenziali per i cittadini. La promessa di un trasferimento compensativo non basta a fugare le preoccupazioni: non si tratta di una cifra facile da drenare dalle casse statali, soprattutto di questi tempi: il rischio concreto è di creare un buco nei bilanci regionali. A partire da quello del Veneto che già non naviga in buone acque e che introita dal bollo auto circa 600 milioni“, aggiunge il capogruppo del Pd.
“Si sbandiera l’Autonomia differenziata e poi si svuotano le casse regionali da Roma per incassare un plauso immediato. Se si vogliono ridurre le tasse agli italiani, intento in sé condivisibile, lo si faccia con una vera riforma fiscale e con coperture certe, non smontando le entrate dei territori mettendo a rischio i servizi per i cittadini”, conclude così Manildo.


