La vicesindaco Zaccariotto: “È questa la direzione che vogliamo seguire: non fermarsi allo sgombero ma, se serve, ritornare sui luoghi”
La polizia locale di Venezia è impegnata ad attuare interventi nell’ambito delle attività di contrasto alle occupazioni abusive e alle situazioni di degrado nella terraferma veneziana, azioni che non si limitano al solo momento dello sgombero, ma partono dal monitoraggio delle aree più sensibili e dai sopralluoghi necessari a ricostruire le singole situazioni e predisporre gli interventi di concerto con Veritasspa.
I numeri e i luoghi
Dall’inizio del 2026 sono stati compiuti 58 sgomberi, accompagnati da 110 sopralluoghi preparatori, e rientrano nel programma di rigenerazione urbana “Oculus”, attuato nella terraferma dai nuclei pronto impiego della Polizia Locale.
L’ultimo in ordine di tempo è stato eseguito nell’area con edifici abbandonati di via Ca’ Marcello 45/A, a Mestre, già interessata da un precedente intervento nel corso dell’anno. All’interno della struttura gli agenti hanno trovato ambienti utilizzati come ricoveri di fortuna, con materassi e giacigli, indumenti, bottiglie, rifiuti e altro materiale accumulato nei locali. Un intervento particolarmente significativo perché lo stesso stabile oggetto dello sgombero sarà demolito per lasciare spazio a una importante opera di riqualificazione in chiave residenziale.
La distribuzione dei dati evidenzia una particolare concentrazione a Marghera, con 32 sgomberi, oltre il 55% del totale. Il punto che ha richiesto il maggior numero di operazioni è via Rizzardi, con 17 interventi dall’inizio dell’anno. Nella stessa area si aggiungono un intervento nell’edificio abbandonato al civico 33 e quattro operazioni nelle aree sottostanti la rampa Rizzardi e in via della Pila. A Marghera gli agenti sono intervenuti anche negli immobili di via Trieste, nell’area di via Brunacci, all’ex Cral Montedison, al parcheggio SME, al parco Catene e in un’area privata di via Fratelli Bandiera.
A Mestre le operazioni invece hanno riguardato, tra gli altri, edifici e aree abbandonate in via Duca d’Aosta, via Dante, via Torino, via Podgora, via Meucci, via Forte Marghera, il parcheggio interrato del Laguna Palace, Villa Querini, il parco Piraghetto e la zona della stazione.
Un’altra situazione sottoposta a controlli ripetuti è villa Ceresa, a Chirignago, con 8 sgomberi. Complessivamente, la zona di via Rizzardi e Villa Ceresa concentrano 25 dei 58 interventi effettuati, oltre il 43% del totale. Il dato evidenzia come una parte rilevante dell’attività consista nel tornare a presidiare siti nei quali le occupazioni tendono a ripresentarsi, con un’attenzione costante da parte delle forze dell’ordine.
Il confronto con l’anno scorso
Il volume di attività si mantiene su livelli sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, considerando che mancano ancora quasi quattro mesi alla conclusione del 2026. Nel 2025 il programma Oculus aveva registrato 180 sopralluoghi e 118 bonifiche; dall’inizio di quest’anno sono già stati effettuati 110 sopralluoghi preparatori e 58 sgomberi.
Le parole della vicesindaco con delega alla Sicurezza e alla Polizia Locale, Francesca Zaccariotto
“Questi numeri descrivono un’attività quotidiana che non si esaurisce con uno sgombero, ma richiede controllo, presenza e costanza nel tornare sui luoghi ogni volta che serve. Il caso di via Ca’ Marcello è particolarmente significativo: interveniamo oggi in un immobile abbandonato che sarà protagonista di una importante operazione di rigenerazione urbana”.

“È questa la direzione che vogliamo seguire: non limitarci a contrastare il degrado, ma trasformare quelli che oggi sono buchi neri della città in opportunità per i quartieri e per chi li vive. Sicurezza e rigenerazione devono procedere insieme. Coerentemente con la linea espressa dal sindaco Venturini, chiederemo a tutti i privati proprietari di immobili abbandonati di metterli in sicurezza e presentare progetti per il loro recupero” conclude Zaccariotto.



