Per Anap Confartigianato Padova è necessario affrontare una questione più ampia in merito all’aumento delle rette delle Rsa venete
Il dibattito sull’aumento delle rette delle Rsa venete non può esaurirsi nella ricerca delle risorse necessarie a sostenere i maggiori costi delle strutture. Per Anap Confartigianato Padova è il momento di affrontare una questione più ampia: costruire un modello capace di accompagnare l’invecchiamento della popolazione nei prossimi decenni, permettendo alle persone di conservare autonomia e qualità della vita il più a lungo possibile e garantendo, quando l’assistenza residenziale diventa necessaria, strutture accessibili anche dal punto di vista economico.
Questa riflessione Anap la porta avanti anche a livello nazionale. Nel commentare il piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, l’associazione ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione degli interventi e costruire un sistema realmente integrato, capace di mettere in relazione assistenza sociale, sanitaria e domiciliare.
La casa come primo luogo dell’autonomia
Per Anap, ripensare il modello significa innanzitutto investire ulteriormente nell’invecchiamento attivo e creare le condizioni affinché le persone possano continuare a vivere nella propria abitazione in sicurezza e autonomia il più a lungo possibile.
Domotica, sensori, sistemi di sicurezza, teleassistenza e strumenti di monitoraggio possono infatti contribuire a prolungare l’autonomia delle persone e a sostenere le famiglie nel lavoro di cura. Tecnologie che non sostituiscono la relazione e l’assistenza, ma possono diventare parte di una nuova organizzazione della domiciliarità. In questo percorso, secondo Anap, anche l’artigianato può svolgere un ruolo strategico: edili, impiantisti e professionisti che operano nelle abitazioni possono contribuire a trasformare concretamente il patrimonio abitativo, accompagnando le famiglie nella scelta delle soluzioni più adatte.
Le Rsa restano indispensabili e devono essere accessibili
Investire sulla domiciliarità non significa però ridimensionare il ruolo delle strutture residenziali. Al contrario, significa inserirle all’interno di un sistema nel quale ogni persona possa ricevere la risposta più appropriata alle proprie condizioni. Da qui la richiesta di Anap alla politica di affrontare la non autosufficienza attraverso una programmazione di lungo periodo che tenga insieme invecchiamento attivo, abitare, innovazione tecnologica, assistenza domiciliare, servizi sanitari e sociali e residenzialità.
Le parole del presidente di Anap Confartigianato Padova, Lino Fabbian: “Programmare le risposte e non rincorrere le emergenze”
“Dobbiamo partire da una consapevolezza: stiamo affrontando un’emergenza che non è destinata a passare. L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite, famiglie sempre più piccole e pensioni che spesso non consentono di sostenere costi assistenziali elevati sono fenomeni con i quali dovremo confrontarci sempre di più. Non possiamo continuare a rincorrere i problemi quando diventano emergenze. La politica deve programmare oggi le risposte a una realtà che è già davanti ai nostri occhi” dichiara Fabbian.
“La dignità della vecchiaia si costruisce molto prima della non autosufficienza – continua il presidente -. Dobbiamo aiutare gli anziani di oggi, ma anche le generazioni più giovani, a guardare con lungimiranza alla propria casa. Quando si costruisce o si ristruttura un’abitazione bisognerebbe pensare anche a come potrà accompagnarci nelle diverse fasi della vita: eliminando le barriere, progettando ambienti accessibili e predisponendo tecnologie che possano aumentare sicurezza e autonomia”.

“Occorre cominciare a considerare anche la casa come una componente delle politiche per la longevità – sottolinea Fabbian -. Per questo sarebbe importante immaginare strumenti e incentivi che favoriscano non soltanto l’efficienza energetica degli edifici, ma anche la loro accessibilità e capacità di adattarsi all’invecchiamento di chi li abita. Gli artigiani possono essere protagonisti di questa trasformazione“.
“Le RSA non possono rappresentare l’unica risposta all’invecchiamento, ma devono esserci ed essere accessibili quando diventano necessarie – prosegue il presidente di Anap Padova -. Comprendiamo le difficoltà delle strutture, alle prese con l’aumento dei costi e con la carenza di personale, ma non possiamo pensare che la soluzione sia trasferire progressivamente questi maggiori oneri sulle famiglie. Il costo dell’assistenza non può diventare un discrimine tra chi può permettersi di essere curato adeguatamente e chi non può farlo“.
“Invecchiare con dignità significa poter conservare la propria autonomia il più a lungo possibile e poter ricevere l’assistenza necessaria quando questa viene meno. Significa poter rimanere nella propria casa finché è possibile e trovare una struttura adeguata quando non lo è più, senza mettere in difficoltà economica un’intera famiglia. Non possiamo cambiare la dinamica demografica dei prossimi anni, ma possiamo decidere oggi come affrontarla. È su questo che chiediamo alla politica di avere il coraggio di costruire una visione di lungo periodo“, conclude Fabbian.



